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Nella classifica dei ricavi delle Coppe europee, dietro le “big five”, crescono Portogallo (56 milioni), Russia (44) e Ucraina (35)

Dietro le squadre dei 5 principali tornei continentali (Premier, Bundesliga, Liga, Serie A e Ligue 1) cresce la competitività di altri campionati e dei club che vi prendono parte. Un’attendibile cartina di tornasole di questo trend è fornita dai dati sulla ripartizione dei ricavi di Champions ed Europa league della stagione appena conclusa. Nel 2012/13 una salto di qualità rilevante (fotografato peraltro dal ranking Uefa) lo ha compiuto il Portogallo che ha incassato con le sei squadre iscritte alle due competizioni continentali 56,5 milioni (19,7 grazie al Porto, e 19,5 grazie al Benfica che ha disputato prima la Champions e poi l’Europa league giungendo in finale). Le buone performance del Braga, dello Sporting Lisbona e del Maritimo hanno tenuto alti soprattutto i ricavi legati ai risultati sportivi, mentre i soldi garantiti dal mercato domestico delle tv (market pool) hanno coperto con 9 milioni appena il 15% del montepremi lusitano.
Alle spalle del Portogallo sono in ascesa i club russi e ucraini. I primi hanno ottenuto 44,6 milioni, grazie soprattutto a Zenit San Pietroburgo (18 milioni), Spartak Mosca (14) e Rubin Kazan (7,6). I secondi hanno accumulato entrate per oltre 35 milioni, grazie alle performance di Shakhtar (17 milioni) e Dinamo Kiev (11,6). E se nel caso dei team russi il market pool incide per il 38% sui ricavi, gli ucraini devono all’ambito prettamente sportivo il 90% dei propri introiti europei.
L’opposto della Turchia le cui due rappresentanti in Champions (Galatasaray) ed Europa league (Fenerbace) hanno incassato 24,7 e 11,1 milioni (per un assegno complessivo di 35,8), ma per oltre i due terzi legati ai diritti tv interni.
La Grecia si è giovata della partecipazione dell’Olympiacos alla Champions per mettere in bilancio 27,4 milioni di ricavi (14 dei quali per il market pool).
L’Olanda ha ottenuto complessivamente 26 milioni, frutto prevalentemente della partecipazione dell’Ajax alla massima competizione continentale (19,9, più 600mila euro per il passaggio in Europa league). Di questi circa 12 milioni appartengono alla voce market pool.
L’incasso della Danimarca è stato di 23,1 milioni grazie alle “sorprese” Nordsjaelland e Copenaghen (circa metà dei quali derivanti dal market pool milioni).
La Romania ha avuto contributi Uefa per 21,8 milioni, attraverso il Cluj (17,5 milioni) e Steaua Bucarest (4,3).
La top ten dei campionati emergenti è chiusa dal Belgio che ha potuto contare sull’Anderlecht, tornato in Champions (13,8 milioni), Brugge (2) e Genk (3,3), in Europa league per incamerare 19,3 milioni (di cui 5,1 dovuti alle tv nazionali) e dalla Svizzera che con due rappresentanti in Europa league (Young Boys e la finalista Basilea) ha ricevuto 7,1 milioni (1 milione dal market pool).