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Affare Inter: Thohir comprerà il 100% (in un biennio) per 150 milioni; 200 milioni serviranno per saldare l’80% dei debiti; per Moratti incasso potenziale di 105 milioni; alla guida del nuovo club Jason Levien

L’offerta originaria di Thohir, svelata per la prima volta il 30 maggio 2013 su questo blog, era di 260 milioni di euro per l’80% della società.
In base alle indiscrezioni che è stato possibile raccoglie in queste ore di fronte all’assoluto riserbo che circonda l’operazione si dovrebbe essere giunti a un’intesa di questo tipo.
Alla cordata indonesiana andrà il 70% dell’Inter per una somma di poco inferiore all’offerta iniziale (250 milioni euro più euro meno).
Non si hanno riscontri, invece, sull’inserimento di clausole pro Moratti, relative alla possibilità di un “rientro” del club nella disponibilità della famiglia nel caso di una cattiva gestione della nuova proprietà, nè su diritti di veto su operazioni finanziarie “onerose” concessi da Thohir a Moratti.
Quest’ultimo anzi dovrà “lasciare” il 30% della società entro due anni. Nel contratto ci sarebbe, viceversa, il “diritto” riservato alla cordata che fa capo a Thohir di chiedere a Moratti di uscire dal club anche prima dei 24 mesi.
Moratti incasserà nell’immediato, dunque, circa 250 milioni. Ma di fatto in tasca non dovrebbe restargli quasi niente. In sostanza, circa 200 milioni serviranno a chiudere i debiti con banche e altri fornitori (che costavano alla società ogni anno 10 milioni in interessi passivi) liberandosi nel contempo dal peso di fideiussioni e garanzie personali fornite in questi anni. Nella pancia della società rimarranno tra i 40 e i 50 milioni di debiti giudicati dalle parti “funzionali” o “di servizio”, vale a dire di esclusiva pertinenza del club in quanto legati all’ordinaria gestione aziendale.
Gli altri 40/50 milioni che Thohir verserà a Moratti serviranno al patron nerazzurro per chiudere il buco relativo al deficit 2013 (pari a 65/70 milioni) che sarà ratificato dalla prossima assemblea. Assemblea chiamata appunto ad approvare il bilancio al 30 giugno 2013 e che dovrà essere tenuta, per le norme del Codice civile, entro la fine di ottobre. In quella sede sarà ratificato il nuovo assetto societario, con il ridimensionamento in termini numerici del consiglio di amministrazione.
Il nuovo amministrazione delegato o, per usare una definizione più consona al nuovo status nerazzurro, “ceo” (chief executive officer), sarà Jason Levien, attuale co-propietario dei DC United nella Major League di soccer americano e partner della franchigia Nba dei Memphis Grizzlies. Levien è uno storico socio d’affari di Thohir col quale ha affrontato nel 2011 l’ingresso nei Philadelphia 76ers, poi lasciati per tentare un anno più tardi l’avventura nel calcio professionistico Usa con l’acquisto del club DC United di cui è tuttora proprietario proprio in partnership con il magnate indonesiano.
L’incarico a Levien dovrà essere affidato formalmente dall’assemblea. Ma per accelerare il cambio della guardia nella governance interista, l’ingresso di Levien potrebbe essere “anticipato” di qualche settimana rispetto alla scadenza assembleare con l’incarico di cfo: chief financial officer o direttore finanziario, con il mandato di avviare la sostituzione dell’attuale management con uomini di fiducia, secondo il vecchio adagio finanziario per cui chi mette i soldi comanda!
La presenza di Massimo ed Angelomario Moratti nella società sarà perciò progressivamente sempre più marginale sia in termini di ruoli e deleghe (Massimo non avrà più la presidenza, come lui stesso ha lasciato intendere di ritorno da Parigi), sia in termini di pacchetto azionario (in caso di aumenti di capitale i Moratti potrebbero non partecipare diluendo la propria quota).
Il vantaggio per Massimo Moratti dall’affare? Anzitutto, non dover più ripianare le perdite di un club amministrato finora in una prospettiva da puro mecenate, che ha comportato un esborso di 1,2 miliardi in 18 anni di presidenza. Inoltre, Moratti si libererà dal peso di fideiussioni e garanzie che gravavano sul suo patrimonio personale e, se la nuova società sarà gestita puntando sull’equilibrio di bilancio (ma per il break even occorreranno almeno un paio di stagioni), potrà nel 2015 vendere il residuo pacchetto azionario (pari al 30%, al netto di eventuali aumenti di capitale) alla cordata indonesiana, realizzando una “plusvalenza” da 105 milioni di euro.
In definitiva, per il 100% dell’Inter da acquisire in un biennio Thohir e la cordata indonesiana pagheranno a Moratti circa 150 milioni, al netto dei 200 milioni che serviranno a saldare più dell’80% dei debiti.
Le firme sul contratto sono attese a giorni e a quel punto, in ogni caso, se ne saprà di più sull’entità dell’accordo e le clausole in esso contenute.

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  • guido piano |

    ma l’acquirente è a conoscenza della richiesta danni di 444 milioni in solido con la figc ?

  • salvatore |

    Lei sa chi sarà o chi è il favorito per occuparsi della parte sportiva ovvero chi prenderà il posto di branca e ausilio e se sarà scelto da levien?

  • CorteSconta |

    Mah! …forse é troppo presto, ma di soldi da investire nel potenziamento della squadra non se ne parla? La buona notizia sta nella “sostituzione dell’attuale management”…in effetti uno dei peggiori in assoluto di sempre

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