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Ecco la proposta Infront alla Lega di Serie A sui diritti tv: 5,5 miliardi di minimo garantito per sei stagioni dal 2015 al 2021

Una garanzia di incassi assicurati per sei stagioni, dal 2015 al 2021, per complessivi 5,5 miliardi. La sostanza della proposta  appena presentata dal presidente di Infront Italy Marco Bogarelli all’assemblea della Lega Serie A in corso a Milano è questa.

La proposta. Infront ha chiesto di attivare con la massima sollecitudine le procedure finalizzate alla commercializzazione dei diritti tv relativi alle competizioni del triennio 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018, in esecuzione del contratto sottoscritto il 27 gennaio 2009. Infront assicurerà un minimo garantito di 900 milioni a stagione, come per il precedente triennio. La proposta presentata da Bogarelli prevede, inoltre, che si proroghi il contratto con l’advisor che scade nel 2016 fino al 30 giugno 2021 alle stesse condizioni del precedente, con una sola eccezione migliorativa per le società: il minimo garantito salirà da 900 a 930 milioni per ciascuna delle 3 stagioni sportive 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021. Per l'esattezza, quindi, la garanzia di Infront è dunque di 5.490 milioni per sei anni.

Il canale serie A. Contemporaneamente, Infront, d'intesa con la Commissione Diritti Audiovisivi della Lega, definirà un piano per l’eventuale distribuzione diretta agli utenti dell’intero prodotto Serie A in base all’articolo 13 del decreto legislativo 9/2008. Se infatti a causa dell’inadeguatezza delle offerte raccolte dal mercato, si renda opportuno dare esecuzione al progetto a partire dalla stagione 2015/2016 o dalle successive, Infront svolgerà le necessarie attività produttive e distributive. In questo caso si renderà necessario adeguare il periodo del mandato alle tempistiche di recupero dell’investimento in base allo sviluppo del business plan. L’effettiva attuazione del progetto è vincolata alla preventiva approvazione del relativo budget e delle regole di governance.

Proroga del mandato. Gli importi che Infront garantisce sono però considerevoli e il rischio di non essere in grado di recuperarli sul mercato attuale non è irrilevante. Per questo  chiede alla Lega un mandato più lungo, che permetta di recuperare le eventuali perdite nel periodo fino al 2021.

La ricerca Eurisko. Infront ha anche commissionato a Eurisko una ricerca per valutare le potenzialità di un canale dedicato alla Serie A, con l’obiettivo di identificare e dimensionare il target di quanti potrebbero essere gli utenti paganti per il nuovo canale. La ricerca ha fatto riferimento a una platea di circa 23,3 milioni di individui “interessati al calcio”. Tra i dati più significativi emersi ci sono i circa 1,4 milioni di famiglie abbonate a Mediaset Premium che chiuderebbero il proprio abbonamento e i 2,3 milioni di famiglie abbonate a Sky che rinnuncerebbero al proprio (il 95% di questi lo chiuderebbero entro 6 mesi), mentre 1.9 milioni di famiglie che non hanno la PayTv acquisterebbero un canale dedicato alla serie A.

 

 

  • nicola |

    Mi sembra che il focus della discussione sia fuorviante. Il problema non è di share o di tifoserie. Il vero problema è che il circolo vizioso parte dal fatto che i calciatori GUADAGNANO TROPPO, e tutta questa ricerca ossessiva di contratti sempre più vantaggiosi da parte della Lega, deriva dalla necessità di fare fronte a questi guadagni assurdi, antistorici e inadeguati allo spettacolo (qualunque esso sia). Si stabiliscano dei tetti di ingaggio più bassi, e se i campioni per qualche anno dovessero tutti emigrare all’estero, pazienza. Sarà la volta buona che verranno lanciati i nostri giovani….

  • Miki |

    Nell’Italia del miracolo economico non c’era il danno erariale del pallone.
    Infatti in quel periodo si creò il debito pubblico…ma quale miracolo, mi faccia il favore!

  • Giovanni Attinà |

    Non sono grillino né frustrato. Nel mondo del calcio girano cifre scandalose. Non mi frega niente se le pay tv facciano pagare 20 euro al mese contro i 50 della Gran Bretagna. Sul danno erariale enorme lasciamo perdere. Nell’Italia del miracolo economico non c’era il danno erariale del pallone. Queste sono le barzellette che si sentono in quest’Italia dove non si porta il cervello all’ammasso. Che il calcio professionistico debba essere considerato il nuovo oppio dei popoli lo lascio agli addetti ai lavori. Alle prime vicende di calciopoli si parlò di fare scomparire i procuratori, poi assistiamo ai 100 milioni per Bale. Personalmente, caro mio omonimo Giovanni, preferivo i tempi di Boniperti, quand’era presidente della Juve. i soldi non possono essere dati ad linitum a gente che tira calci ad un pallone.

  • luca |

    Dott. Bellinazzo Lei non crede che il peso della Juventus nel campioanto italiano sia amggiore di quello che sono Real e Barcellona in Spagna che rpendono molto più della Juve di diritti tv e fino a quando c’era Giraudo la Juventus prendeva quanto loro ?
    Se andiamo a vedere le partite in trasferta di real e barcellona spesso gli stadinon sono pieni mentre le trasferte della Juventus son sempre piene. Se non ci fossero i tifosi della Juventus le paytv chiuderebbero, mentre è dimostrato per esempio con i tanti anni in cui il Napoli è stato nelle serie minori le pautv non è che hanno tanto sofferto. A.Agnelli se accetta un contratto di 1 solo euro inferiore a quello di real e barcellona dovrebbe dimettersi perchè già lo ha fatto per troppi anni e infatti i conti non tornano a livello di fatturato.

  • giovanni |

    Caro Giovanni… cosa intendi per cifre scandalose?? In italia la pay tv per il calcio si paga una media di 20€ al mese, in inghilterra 50€ e le società incassano di piu’ da stadi e merch… la tua ideologia grillina da 2 soldi in pratica vuole diminuire ancora il giro d’ affari del calcio, con danno erariale enorme. Immagino la tua sia solo per una presa di posizione derivata da frustrazioni personali dovute al fatto che secondo te i calciatori prendano un sacco di soldi per dare un calcio ad un pallone, purtroppo se ti fossi impegnato anche tu nella vita un decimo di un calciatore magari anche il tuo stipendio sarebbe paragonabile.

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