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Discriminazione territoriale: Figc e Lega lavorano per rendere più flessibili le sanzioni ed evitare le penalizzazioni in classifica

"La lettura dei giornali mostra due ulteriori effetti che forse non erano stati tenuti in debita considerazione all'epoca del varo delle nuove norme, in particolare di quelle che hanno abolito l'applicabilità delle circostanze attenuanti". Lo ha scritto, nella sua lettera al presidente della Figc Giancarlo Abete, quella dello Lega Serie A, Maurizio Beretta, spiegando che "la chiusura forzata di quattro curve e di un intero stadio in appena sette giornate di campionato ha generato in tutto il mondo, per la sua obiettiva eccezionalità, la convinzione che l'Italia sia attualmente investita da una vera e propria "emergenza razzism". Il che, come appare di tutta evidenza, non corrisponde alla realtà delle cose. Non possono sfuggire alla Federazione, come non sfuggono alla Lega Serie A, i contraccolpi devastanti per l'immagine internazionale del nostro calcio di una siffatta situazione".


Ma la lettera con cui Beretta ha sollecitato ad Abete la modifica della norma sulla discriminazione territoriale, con un consiglio federale ad hoc, evidenzia anche un altro aspetto del problema. "È proprio di queste ore – sottolinea il presidente della Lega – il rincorrersi sui social media e i siti web di una sorta di chiamata collettiva delle curve di tutte le squadre ad una mobilitazione comune che possa provocare, già dalle prossime settimane, la chiusura volontaria e coordinata di tutti gli stadi italiani, o almeno di ampi settori degli stessi. Ben lungi dall'avere costituito un elemento di deterrenza, la chiusura dei settori per comportamenti razzisti o di discriminazione territoriale di frange di tifoseria rischia di diventare un elemento di sfida aperta verso le istituzioni o, peggio, di ricatto esplicito nei confronti delle società. C'è il rischio di consegnare gli stadi a delle minoranze". La Figc potrebbe introdurre criteri di gradualità nelle sanzioni ed evitare, salvo casi estremi, le penalizzazioni in classifica, concentrando le pene sulla chiusura di singoli settori.

In ogni caso, secondo Beretta, "non sono in alcun modo in discussione i casi eclatanti di comportamenti lesivi della dignità delle persone per motivi di razza, colore, religione o origine etnica, che vanno contrastati con ogni mezzo e sono, non a caso, sanzionati dall'Uefa". Il cui presidente Michel Platini ha dichiarato ieri sera a Cuccaro di aver appreso ora l'espressione "discriminazione territoriale. Ritengo sbagliata la proposta di chi vuole togliere punti alle squadre
per episodi di razzismo. Così si punirebbero i calciatori e non i tifosi. Dobbiamo punire i tifosi e non farli entrare negli stadi, al massimo chiudendone una parte". In effetti, dopo la chiusura dell'intero stadio alla terza violazione scattano la sconfitta a tavolino e penalizzazioni in classifica secondo la nuova disciplina.  Dal 5 agosto 2013 le norme sono cambiate e l'Italia si è adeguata alla tolleranza zero imposta dall'Uefa. La Figc ha cancellato con una circolare tutto il sistema di esimenti che consentiva alle società di limitare i danni se attive nella prevenzione e repressione degli episodi. Ora il Codice di giustizia sportiva (articolo 11) prevede in caso di prima violazione la"sanzione minima di cui all'articolo 18 comma 1 lettera e" (obbligo di disputare una o più gare con uno o più settori privi di spettatori). In caso di recidiva, scatta la multa di 50mila euro più l'obbligo di disputare una o più gare a porte chiuse. E successivamente si può arrivare alle squalifiche dello stadio fino a due anni o anche alla sconfitta a tavolino, penalizzazione, retrocessione o esclusione dai campionati.

Il ministro per gli Affari regionali con delega allo Sport, Graziano Delrio, ha condiviso le preoccupazioni dei club e rispondendo a un'interrogazione parlamentare sulla chiusura di San Siro ha definito ''legittima la sollecitazione'' della Lega Serie A ''di linee guida che possano distinguere le espressioni di intolleranza, pregiudizio e disprezzo espresse dai cori dei tifosi, da quelle che invece hanno un tono ironico e non offensivo''. Manca ancora la data ma c'e' già  una certezza: il prossimo consiglio federale avrà all'ordine del  giorno la norma sulle discriminazioni territoriali. Dopo l'apertura di ieri a una ''riflessione opportuna e doverosa'', il presidente della  Figc, Giancarlo Abete, oggi ha risposto a stretto giro di posta alla richiesta formale della Lega Serie A, confermando che la spinosa questione sarà affrontata nella prossima riunione dell'organismo. Per la data bisogna attendere che venga messa la parola fine al caso specifico del Milan. La mission sarà quella di ''cercare di tarare al meglio le  pene'' per evitare che i club diventino ostaggi dei tifosi, ha  evidenziato il n.1 di via Allegri. Intanto, il Milan non si arrende  alla decisione del giudice sportivo di chiudere San Siro per un turno e promette battaglia. ''Faremo ricorso in tutte le sedi in cui sarà  possibile. Faremo il massimo per evitare questa punizione'', ha  assicurato l'ad rossonero Adriano Galliani.

 

 

  • agostino ghiglione |

    Tra un po negli stadi dovremo metterci le mascherine ed i guanti bianchi per non essere contaminati dagli “ultras” e dagli altri che si sono impadroniti del territorio.A Milano,Roma,Genova,Napoli e Torino(Olimpico) continua imperterrita la sagra dei fumogeni,delle bombe carta, dei mortaretti senza vederli sanzionati con multe e squalifiche.Sono ancora in attesa di sapere quanti “daspo” sono stati inflitti a quelle 200/300 persone che hanno fatto sprofondare nella vergogna una tifoseria che ha festeggiato i 120 anni della sua storia.Mi riferisco a Genoa-Siena che troppi vogliono rimuovere. Non io che ho detto che non metterò più piede in quello stadio prima che venga ripulito dai “delinquenti” che si spacciano da tifosi e spargono veleno( vedi caso Milanetto).

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