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Milan, Roma, Catania: la primavera del Calcio italiano “scopre” gli stadi di qualità

Qualcosa si muove. In queste ore, da Milano a Catania, passando per la Capitale, si moltiplicano le iniziative dei club di Serie A dirette alla realizzazione di nuovi stadi. La Roma ha ufficializzato con un messaggio su Twitter che il progetto dell'impianto di proprietà sarà presentato mercoledì 26 marzo. Si parla di un investimento complessivo da un miliardo di euro. "Il presidente Pallotta – si legge – presenterà lo Stadio della Roma il 26 marzo alle 11 presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio". Il nuovo stadio sarà realizzato nell'area di Tor di Valle e in tempi brevi, almeno è quello che si augura il sindaco di Roma, Ignazio Marino. "Lo dirò anche durante la presentazione – è la premessa di Marino -. Non solo tutto dovrà essere fatto a regola di legge ma anche in tempi brevi. Io vorrei che nel 2016-2017 in campionato si potesse utilizzare già il nuovo stadio dell'As Roma. Non voglio opere che rimangano lì in costruzione per decenni. Chiederò a Jim Pallotta che ci sia un impegno chiaro con un piano di lavoro che porti in due anni a completare l'opera". A Catania, Il presidente Antonino Pulvirenti, ha firmato, presso uno studio notarile della città etnea, l'atto per l'acquisto del terreno sul quale sorgerà il nuovo stadio del Club. Il sito, di circa 50 ettari, si trova nella contrada Jungetto, periferia Ovest della città. La società ha già dato incarico allo Studio dell'Ingegnere Emanuele Stancanelli di redigere il progetto definitivo da presentare al Comune di Catania entro il 31 dicembre 2014, nel pieno rispetto di quanto previsto dalla Legge di Stabilità per il 2014 in materia di stadi. Entro la fine del 2016, una volta chiusi i battenti di Expo 2015, potrebbe invece partire il cantiere dell’Ac Milan per la realizzazione dello stadio di proprietà. Dopo la presentazione della manifestazione di interesse (non vincolante per le parti) si attende il bando di gara internazionale che Arexpo promette di pubblicare entro maggio. Gara unitaria per la cessione delle aree che dovrebbe chiudersi in autunno. La superficie totale del sito espositivo è di circa 105 ettari, ma le aree dove sono previsti i volumi sono inferiori a 23 ettari, per una edificabilità massima complessivamente realizzabile di circa 489mila mq. A cui si aggiungono ulteriori 30mila mq edificabili destinati all'housing sociale. Lo stadio occuperebbe 12 ettari, nel restante mix di destinazioni previste dal masterplan prevalgono alcune funzioni innovative, che rimangono però "tutte da inventare". La società del Milan ha manifestato il proprio interesse alla realizzazione di «uno stadio calcistico di modello europeo con relativi servizi e strutture accessorie/pertinenziali anche di carattere commerciale». La capienza massima della struttura prevista sarà di 60mila spettatori. Lo stadio potrebbe sorgere sulle aree poste ad est del sito espositivo, la cosiddetta testa del pesce. Nel dettaglio il documento firmato dall’amministratore delegato Barbara Berlusconi, pervenuto ad Arexpo riterrebbe necessaria una capacità edificatoria di circa 20 mila mq, di cui 2.500 mq di superficie di vendita per medie strutture, per un totale di 120mila mq: l’operazione stadio occuperebbe 12 ettari dei 44 complessivi del parco multematico previsto dal masterplan post-Expo. Oltre alla struttura sportiva principale, nella sua proposta il Milan ha incluso la disponibilità a realizzare 20 mila mq di parco (da attrezzare a scomputo degli oneri di urbanizzazione) e a «valutare la possibilità di realizzare ulteriori impianti e strutture sportive in altre aree del sito, ovvero a rifunzionalizzare e gestire opere e manufatti, anche temporanei, presenti sul sito al termine della manifestazione universale ovvero a realizzare altre attività o funzioni». Dall’operazione stadio del Milan la società Arexpo spera di incassare fino a 90 milioni di euro. Ancora non si conosce la cifra offerta dalla società di calcio, ma l’area che ospiterà Expo 2015 è quotata intorno agli 800 euro al metro quadro sul mercato. E, oltre all’acquisto dei 12 ettari, poi il Milan dovrà coprire i costi di sviluppo dell’impianto sportivo, per cui si stima un budget necessario intorno ai 300 milioni di euro.

  • Alice - redazione Sport Industry |

    Mi associo al parere di Piero. Di progetti e di plastici ne abbiamo visti e rivisti in questi ultimi anni e sono rimasti sempre e solo sulla “carta”. Penso si dovrebbe lavorare sul marketing (e sul social media marketing) anche prima di rifare gli stadi.

  • Piero |

    Quando vedrò postata la prima pietra, allora ci crederò. Per il momento solo chiacchere da bar, interviste in mezzo alla strada, chiacchericcio immobiliare e plastici su plastici. Ribadisco ancora una volta: la Juventus con il suo stadio di proprietà (non è perfetto, sono il primo a dirlo) ha e avrà un vantaggio enorme rispetto ai suoi competitori, perlomeno quelli italiani. Basta guardare le milanesi: pagano 9 milioni di euro (dico 9 milioni) per l’affitto annuale e incassano molto meno della Juve come ricavi da gare (San siro ha il doppio, o quasi dei posti dello Stadium). Penso anche ai casi di Bologna e Napoli, due bellissime città che si ritrovano strutture fatiscenti, costose e antieconomiche. Speriamo bene…

  • m.bel. |

    assolutamente sì, ne sono convinto

  • Mattia |

    Ciao Marco leggo sempre il tuo blog,ti volevo chiedere se credi che con l investimento di almeno il 70% delle società italiane nei nuovi stadi(compresa la serie b cn il progetto b futura) il fatturato possa superare quello della bundesliga ed “avvicinarsi”(considerando il cambio euro-sterlina) a quello della premier.grazie

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