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Il paradosso (apparente) del Manchester United: nella stagione peggiore crescono sponsor e profitti (20 milioni in un trimestre)

Quella che si sta per concludere, con l’addio al tecnico David Moyes, è la peggiore stagione sportiva del Manchester United degli ultimi venti anni. Ciò nonostante l’azienda ”Red Devils” ha ancora pochi eguali. Fuori dal campo, il Manchester United, oltre ad essere il club che incassa di più dai biglietti e dalle altre vendite del match-day al mondo (circa 130 milioni all’anno), ha infatti aumentato i ricavi da sponsorizzazione del 39% nel trimestre chiuso al 31 dicembre. Il Manchester United ha istituito uffici commerciali a Londra, New York e Hong Kong ed alcuni dei nuovi sponsor in portafoglio annunciati questo mese arrivano proprio dall’Asia: l’azienda alimentare coreana Ottogi il gruppo thailandese “Thai company European Food Public Company Ltd (EuroFood)” che è diventato partner dei Red Devils per Cambogia, Laos, Myanmar, Thailandia e Vietnam. La politica degli accordi regionali dà i suoi frutti. Senza dimenticare che la prossima stagione entreranno a regime i nuovi contratti con Nike (circa 70 milioni di euro all’anno) e Chevrolet/Gm (circa 60 milioni di euro ). I profitti accumulati dal club inglese nell’ultimo trimestre disponibile (ottobre-dicembre 2013) sono stati pari a circa 20 milioni di sterline, più dell’utile registrato nell’intero anno precedente.
Sul piano finanziario poi il Manchester United aveva un debito lordo di 356 milioni di sterline alla fine dello scorso anno, in calo del 2,7% rispetto all’anno precedente. La squadra era priva di debiti prima dell’acquisto della famiglia americana Glazer (che possiede anche i Tampa Bay Buccaneers della National Football League) nel 2005. Da allora ha pagato circa 600 milioni di sterline tra interessi e altri oneri finanziari. Nella giornata dell’esonero di Moyes, infine, il prezzo delle azioni del Manchester United Plc è aumentato del 6% a 18,78 dollari alla Borsa di New York, dove nell’agosto 2012 è stato quotato il 10% del club a 14 dollari per azioni con un ritorno di 233 milioni dollari.
È la dimostrazione insomma che gli investimenti aziendali e di prospettiva, purchè le crisi siano transitorie, tengono al riparo gli affari del club dai rovesci sul campo.
Peraltro, l’esonero dell’ex tecnico dell’Everton, prescelto come erede di Sir Alex Ferguson, “costerà” solo 4,5 milioni di sterline. Il Manchester e il tecnico nativo di Glasgow avevano trovato in estate un accordo sulla base di 4,5 milioni di sterline all’anno per sei anni. Un contratto a lungo termine che difficilmente poteva lasciar prevedere ad un epilogo simile. I risultati però sono stati determinanti: i Red Devils sono fuori dalla corsa per l’Europa che conta, obiettivo minimo per questa stagione e “condanna” definitiva per l’ex Everton. La buonuscitan sarà di un solo anno. Nel contratto, infatti, è presente una clausola riguardante la qualificazione alla prossima Champions League. In caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo, il club può rescindere l’accordo con il tecnico pagando come buonuscita l’equivalente di un solo anno di contratto. Un esonero che “costa” dunque soltanto 4,5 milioni di sterline, a fronte dei 27 milioni complessivi previsti dall’accordo estivo.

  • alessandro |

    paradosso perchè?
    il manchester united è il club meglio gestito almondo che entro 2,3 anni supererà anche real madrid e barcellona per fatturato (ew ifnatti lre 2 spagnole correranno ai ripari rimodernando i due stadi). Un anno sportivo negativo per risultati non può cambiare certamente le cose. Questo per chi fa disinformazione come un giornalista della gazzetta dello sport che ieri ha scrittoc he poichè la Juventus era uscita dalla champions i risultati finanziaris arebbero stati negativi

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