Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Macron-Napoli: una partnership da 200mila “pezzi” venduti a stagione, ma l’esclusione dalla Champions crea doppio danno

“Per quanto riguarda il Napoli lanceremo la settimana prossima la nuova maglia away. Fino ad oggi è stata presentata la prima e la terza maglia, mentre la seconda sarà una grandissima sorpresa, un’altra grande novità come è stata la ‘camouflage’. Abbiamo in serbo per i tifosi napoletani un grande sorpresa che speriamo possa incontrare lo stesso grande gradimento che ha incontrato quella ‘mimetica’. Una maglia che farà parlare di se, è molto particolare”. Gianluca Pavanello, ad di Macron, sponsor tecnico del Napoli, annuncia l’arrivo di una nuova maglia che sarà una bella sorpresa per i tifosi azzurri. L’ad della Macron è soddisfatto della collaborazione con club come il Napoli anche se l’azienda guarda anche molto ai campionati esteri. “Il Napoli è una squadra molto importante che in Italia sul mercato domestico puo’ ben competere con Juve, Inter e Milan. Il Napoli vende quanto queste squadre, parliamo di circa di 200mila pezzi fra magliette e altro, sull’estero vende meno di queste società, perchè hanno una notorietà maggiore. Ci sono tanti napoletani nel mondo ma non c’è una seguito come quello della Juve. Oggi per essere una squadra globale devi giocare permanentemente in Champions”, ha spiegato Pavanello all’Adnkronos. “Per quanto riguarda il 2014-15 faremo il 30% del fatturato in Italia ed il 70% all’estero, presidiamo bene Premier, Liga, Ligue 1, Bundesliga, ma l’Italia rimane un mercato importante. Certamente la Serie A ha perso un po’ di importanza, tutti stiamo assistendo a questo fenomeno, comunque come azienda con base in Italia, continuiamo ad investire sulla Serie A, ma vediamo con sempre maggiore interesse ai campionati esteri che sono in grand crescita. All’estero si percepisce un movimento che non si sta ripiegando su se stesso, mercati più sani, dove c’è meno crisi”.
“Il problema dei falsi? C’è anche su altri mercati non solo in Italia, anche in Spagna esiste, ma oggi in Italia è un problema minore rispetto al passato. Su Napoli notiamo che non c’è un grosso problema in tal senso, i tifosi amano comprare prodotti originali. Vengono intercettati dei falsi alle dogane che ci avvisano ma è un problema oggi molto minore”, sostiene Pavanello che si è detto dispiaciuto dell’uscita del Napoli dalla Champions. “Il Napoli fuori dalla Champions ci penalizza molto si dal punto di vista di immagine che commerciale come vendite. Nessuno se lo aspettava, ha preso tutti in contropiede ed è un vero peccato. Noi in Champions abbiamo altre due squadre lo Sporting Lisbona ed il Ludogorets. In Champions ci sono sei brand tecnici rappresentati e siamo quarti come numero di squadre, con il Napoli saremmo stati terzi”.

Macron ha di recente investito sul nome di uno stadio, quello del Bolton. “Siamo l’unica azienda ‘sportiva’ che da’ il nome ad uno stadio. Il Macron Stadium del Bolton, è un impianto da 25mila posti con albergo da 200 camere, dove si organizza 196 giorni l’anno un evento. Un contenitore adeguato, dal negozio al museo aiuta. In Italia abbiamo impianti super poveri, non confortevoli, dove la gente non ci va, gare dove vendere il merchandising è più difficile. In Italia stiamo gestendo male il prodotto calcio, forse oggi ci si sta iniziando a rendere conto, ma ci hanno sorpassato tutti. 15 anni fa la serie A era il campionato, oggi è il quarto, quinto. La tv ha sviato il mercato. La Juventus è l’unica società che ha costruito lo stadio, ed ha aumentato tantissimo i ricavi e di conseguenza il nuovo contratto con Adidas è molto più remunerativo del precedente. Lo stadio porta tifoseria, affezione, senso di appartenenza dei tifosi”, ha concluso Pavanello.

  • olligio |

    fatto lo stadio, poi dovremo fare i napoletani ! è mai possibile che in ogni partita in casa per ogni persona che entra con il biglietto ne entrano altri due senza ? mi sa che è tempo sprecato, guardiamoci la partita in TV

  • Piero |

    Se il Napoli non costruisce uno stadio di proprietà non potrà mai fare il salto di qualità in Italia, figuriamoci in Europa (vedi Bilbao). Che senso ha spendere decine di milioni di euro sul calcio mercato e poi avere uno stadio la cui agibilità è continuamente messa a rischio.

  Post Precedente
Post Successivo