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Il futuro ancora in bilico di Bari e Bologna tra ombre russe e sirene nordamericane

Bari e Bologna, due delle principali piazze del campionato italiano in mano (o in procinto di passare) ad investitori stranieri. Una grande opportunità per il calcio tricolore, ma anche un grosso punto interrogativo, visto le modalità, quanto meno complesse, di svolgimento delle trattative o di chiusura degli affari. Le due squadre, nobili decadute desiderose di tornare in massima serie, sembrano unite da un destino comune nelle tormentate e non del tutto chiare vicende dei rispettivi passaggi di proprietà. Albano Guaraldi, presidente del club rossoblù, è alle prese con l’avvocato americano Joe Tacopina e l’imprenditore canadese Joey Saputo. Il Bari, invece, è stato acquistato all’asta nello scorso maggio dalla Fc Bari 1908, rappresentata dall’ex arbitro Paparesta, dietro al quale sembrerebbero esserci degli investitori russi, la cui identità non è stata ancora resa nota.

Due piazze da 80 milioni. Bologna e Bari presentano potenzialmente un fatturato operativo (diritti tv, area commerciale e stadio) complessivo di circa ottanta milioni. Prendendo in esame i bilanci delle ultime stagioni disputate in massima serie, infatti, il Bari ha ricavi di poco più di 42 milioni di euro: la voce principale è quella dei ricavi televisivi (28 milioni), seguita dal botteghino, che nel 2010 ha portato 8 milioni come picco massimo, nell’anno a cavallo tra la promozione in serie A con Conte alla guida e l’esaltante annata in massima serie, terminata alle porte dell’Europa con Ventura. Mentre sponsor e pubblicità valevano circa 4 milioni. Cifre che, visto l’entusiasmo riportato nel capoluogo pugliese dal lieto fine della passata stagione, possono facilmente essere replicabili. Per il Bologna si tratterebbe invece di rilanciare un business da 40/50 milioni di euro. La società felsinea ha chiuso gli ultimi due bilanci con ricavi per circa 70 milioni di euro, con un fatturato operativo di 40 milioni, al netto delle plusvalenze da 21,7 e 20,7 milioni realizzate negli esercizi presi in esame e di altre voci di entrata per circa 10 milioni. Anche il Bologna si conferma tele-dipendente (circa 30 milioni dai diritti televisivi), mentre da botteghino e ricavi commerciali arrivano 4,3 e 3,5 milioni.

Bologna e il déjà-vu Tacopina. Era il 2008 quando il newyorkese si è presentato per la prima volta nel capoluogo emiliano, in una conferenza stampa congiunta con l’allora presidente del club rossoblù, Alfredo Cazzola, per annunciare la propria volontà di acquistare il Bologna. Una volontà mai concretizzata, in quanto il 16 luglio dello stesso anno è scaduto il temine di pagamento per l’acquisto delle quote societarie, senza che Tacopina abbia mai versato la cifra necessaria per diventare proprietario del club. Tacopina, che nel frattempo è entrato nel Cda della Roma, vuole riprovarci nel 2014: la Roma stessa ha reso “ufficioso” il suo interessamento al Bologna, ma dal club emiliano sono arrivate secche smentite. Ad oggi, la situazione è in fase di stallo, tra incontri saltati col presidente rossoblù Albano Guaraldi e meeting col sindaco Virginio Merola, che vuole spronare Guaraldi a cedere: “Ci sono tutte le condizioni per realizzare un progetto non di breve respiro, ma per la città e per la nostra squadra di calcio”, ha detto il primo cittadino bolognese, che si è dichiarato persuaso dai progetti di Tacopina anche per ciò che riguarda la riqualificazione dello stadio Dall’Ara. “Se entriamo, é molto importante che lo facciamo bene e sul lungo termine, non per un anno o due. Prima di prendere la decisione, dunque «voglio essere sicuro”, ha subito chiarito il socio di Tacopina, l’uomo d’affari canadese Joey Saputo che a Montreal possiede la squadra dove gioca l’ex capitano rossoblù, Marco Di Vaio. “Per me – ha aggiunto – é presto per prendere una decisione, anche se la prenderò velocemente, anche perché ci sono delle scadenze”.

Ombre russe intorno al Bari. Il cambio di proprietà in casa Bari è stato finalizzato nel maggio 2014, con l’ex arbitro Gianluca Paparesta che si è aggiudicato l’asta per l’acquisto della fallita As Bari per 4,8 milioni di euro. La cordata di imprenditori dietro alla Fc Bari 1908 di Paparesta, finora non resa nota, potrebbe essere guidata dall’oligarca russo Arkady Rotenberg, come riferito dal giornalista russo Vsevolod Gnetii a ‘Mix24’ su Radio24. Rotenberg è però finito nel mirino della Guardia di Finanza, che ha operato il congelamento dei suoi beni nell’ambito delle sanzioni europee inflitte alla Russia per il conflitto in Ucraina. Tra i vari rumors legati alla cessione del Bari, c’è anche la voce su un possibile interessamento di Claudio Lotito: la riforma sulle multiproprietà legittimerebbe così un suo ingresso anche nel club pugliese, oltre che nella Salernitana. Ma nell’uno come nell’altro caso si tratta appunto di rumors che non hanno trovato finora riscontri. Una situazione non certo positiva per il futuro del club barese.

  • agostino ghiglione |

    “Le mani sulla città” è il famoso film di Rosi.Non vorrei che assistessimo alle “Mani sul calcio” da parte di Lotito(Lazio,Salernitana ed ora Bari).E la presenza ancora di Paparesta al vertice del Bari è a dir poco inquietante!Ma il Tribunale non può pretendere di sapere chi sono i compratori del fallito Bari?

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