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Derby della Capitale, sfida sui bilanci: il 2014 in rosso della Roma (-38 milioni) contro i 7 milioni di utile della Lazio

Il derby chiuso in parità sul campo dell’Olimpico prosegue a distanza e su un campo ben più complesso da quello in cui si sono sfidate Roma e Lazio nella scorsa domenica. Le punzecchiature tra la dirigenza della Roma e il presidente della Lazio Claudio Lotito hanno infatti toccato argomenti non precisamente di stampo sportivo, spostando la stracittadina sul piano economico-finanziario. L’ultimo atto di questo secondo “derby”, giocato a suon di comunicati sui bilanci, ha visto protagonisti James Pallotta e Lotito, che non hanno certo usato toni rasserenanti. Dal sito ufficiale della Roma, Pallotta ha reagito così alle dichiarazioni di Lotito: “Lotito continua a rilasciare dichiarazioni sciocche e che denotano ignoranza intorno agli aspetti economici del nostro Club. La prossima volta che verrò a Roma sarà mia cura cercare di renderlo edotto in merito alla nostra solidità e redditività finanziaria. Lo farò come se parlassi a un bambino, ovvero parlando lentamente e scandendo bene tutte le sillabe. Se non dovesse capirlo neanche questa volta, beh, allora rinuncerò”. La risposta del numero uno della Lazio non si è fatta attendere: “A parte le poco rispettose espressioni usate nei confronti di un collega, il presidente Pallotta dovrebbe rileggersi il bilancio della società da lui presieduta, approvato pochi mesi fa, e ricordarsi quindi che solo nell’arco dell’anno 2014 ha perso oltre 38milioni di euro presentando inoltre un patrimonio netto negativo consolidato di oltre 81milioni di euro. Gli auguriamo pertanto che a partire dal 1 luglio 2015 sia in grado di rispettare le norme del fair play italiano, norme che la Lazio rispetta da oltre 10 anni”.

La Roma guarda al futuro con gli investimenti per lo stadio e i proventi da sponsor e Champions League, ma ha chiuso il 2014 con perdite per 38,6 milioni, in lieve miglioramento rispetto ai 40,1 milioni dell’esercizio precedente. Il fatturato, aumentato a 128,5 milioni, vede in particolare incassi per 23,3 milioni dal botteghino, 68,6 milioni dai diritti televisivi e 15,5 milioni dall’area commerciale. La Nike ha riconosciuto un bonus di 6 milioni come anticipo sulla stagione 2013/14 della sponsorizzazione avviata quest’anno. Le campagne acquisti invernale ed estiva del 2014 hanno generato inoltre 56 milioni di plusvalenze. Ad influire sul bilancio è però la crescita dei costi operativi (+19 milioni rispetto alla stagione precedente) che pesano per 157,5 milioni. Il costo per il personale è salito da 94 a 107,5 milioni cui si sommano ammortamenti per 28 milioni. Il costo della rosa è quindi pari a 135,5 milioni, di gran lunga superiore al fatturato operativo inferiore ai 100 milioni. In forte peggioramento poi la posizione finanziaria netta negativa per 132 milioni di euro con un aumento di 43,5 milioni. Il debito è però in buona parte (83 milioni) verso i soci di riferimento e solo per la differenza derivante da altri finanziatori.

In controtendenza il fatturato della Lazio, che nel 2014 è sceso da 104 a 81,3 milioni di euro a causa dei minori introiti legati alla partecipazione all’Europa League e alla Tim Cup e dai minori ricavi da biglietteria (7,2 milioni di euro, con la sottoscrizione di 22.901 tessere) dovuto soprattutto alle contestazioni della tifoseria biancoceleste. Nonostante ciò, il bilancio del Gruppo al 30 giugno 2014 presenta un utile di 7 milioni rispetto a un perdita 2013 pari a 5,9 milioni, garantito da un lato da una riduzione dei costi, dall’altra dalle plusvalenze derivanti dal calciomercato (23 milioni contro i 3 milioni di questa voce nel 2013). A ciò si aggiungono i 56,3 milioni di diritti televisivi e 11,8 milioni da sponsorizzazioni, pubblicità e royalties, cui si aggiungono un milione dalla voce merchandising e 7 milioni di “altri ricavi”. Rispetto alla stagione precedente, tuttavia, diminuisce anche il costo del personale da 64 a 52 milioni (salari e stipendi assorbono 49,2 milioni), mentre gli ammortamenti dei cartellini sono stati tagliati da 19 a 13,7 milioni. Il costo della rosa, dunque, (ingaggi più ammortamenti) è di 62,9 milioni a fronte di ricavi operativi (stadio, area commerciale, diritti tv) pari a 65,2 milioni. Al 30 giugno 2014 i debiti sono pari a 116,9 milioni (-6,5 milioni rispetto al 30 giugno 2013), mentre la posizione finanziaria netta risulta negativa per 16,8 milioni, con un incremento di 10,3 milioni rispetto al 30 giugno 2013.

  • nestorburma |

    Solo per chiarezza: Non è mai esistita alcuna legge salva Lazio voluta dal governo Berlusconi.
    La Lazio ha chiesto la rateizzazione del debito facendo riferimento al decreto-legge n. 138 del 2002, convertito dalla legge 178/02.
    Almeno informatevi bene prima di sparare sciocchezze.

  • agostino ghiglione |

    Riepilogo per tutti.Marco escluso.Con una legge voluta dal Governo Berlusconi del 2005(detta non a caso “salvaLazio”) è stata concessa ad una Società quotata in Borsa di non fallire e di spalmare i 140 mio di debito verso Fisco ed Enti previdenziali in 23 anni con una parte di questi importi gravati da interessi del 2,5% annui.Altri 155 imprenditori sfruttarono questa Legge prima che la Consulta la bocciasse perchè incostituzionale.Allora i casi Fiorentina,Bologna e Napoli sono stati diversi perchè così dovevano essere trattati.Venendo alla situazione della Roma i bilanci sono quelli riportati da Marco con la tendenza però a peggiorare perchè l’effetto Sabatini sta scemando e le plusvalenze fatte con Lamela e Marquinho non si ripeteranno visto che gli ultimi acquisti mirati a ciò si sono dimostrati un flop: Paredes ieri e Carbonero oggi(dato in prestito al Cesena).Comunque la strategia di oggi è la costruzione del nuovo Stadio a Tor di Valle che richiede di reperire sul mercato 300 mio di Euro!Auguri!Aggiungo e concludo che la Roma è costata alla famiglia Sensi la sparizione dal loro mondo di Imprenditori nel settore petrolifero!

  • agostino ghiglione |

    Una Legge del 2005(detta Salvalazio voluta dal governo Berlusconi) ha concesso ad una Società quotata in Borsa di avere 110 mio di debiti con fisco,enti previdenziali di ogni genere spalmati in 23 anni con una parte gravata da interessi del 2,5%.La sfruttarono altri 155 imprenditori italiani prima che la Corte Costituzionale la giudicasse incostituzionale.
    Allora per favore non parlate più di Napoli,Fiorentina e Bologna perchè il paragone con una Società quotata in Borsa non si può fare.
    Per la Roma devo dire che ad oggi non capisco più la gestione Sabatini sta comprando a destra e a manca ma da un po di tempo non gli riescono i colpi alla Lamela e Marquinho.Oggi i Paredes e i Campanharo (in prestito a Cesena)sono dei costi insopportabili) ma si continua a comprare altri nuovi talenti in Argentina.Per poi non far giocare Destro.

  • Flick |

    La asroma per lo stesso debito pagò un condono rateizzato. Una delle rate non le pagò in tempo perché non aveva soldi (e strapagava i giocatori). La Lazio, una volta transato il debito , lo paga tutto con gli interessi. Ha ragione, Lotito dovrebbe dirlo!

  • Johnnybgoode |

    ConteScorta poi magari un giorno capirai che il debito con l’Erario che la gestione Lotito ha trovato e si è fatta carico non è stato cancellato, ma rateizzato, e con gli interessi. La cupola di poteri forti è quella che ha concesso a Fiorentina e Napoli sì di ricominciare dalla Lega Pro ma soprattutto di non pagare ne i fornitori ne gli altri creditori, e tantomeno lo Stato.

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