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Fair play finanziario, Platini soddisfatto per il primo triennio: “Perdite in calo, ora pensiamo ad aggiornarlo”

Il primo triennio di implementazione del fair play finanziario si è rivelato soddisfacente per l’Uefa. È quanto ammesso dal presidente del massimo organo calcistico europeo, Michel Platini, che ha voluto sottolineare il miglioramento a livello finanziario dello stato di salute dei club, preannunciando novità per il prossimo triennio. Un’evoluzione di un progetto le cui basi sono state gettate nel settembre 2009 dal comitato esecutivo dell’Uefa e che resta uno dei capisaldi della politica di Platini. Modifiche in vista, dunque, con le riunioni del 29 e 30 giugno che saranno decisive in tal senso.

“Non abbiamo cambiato approccio in relazione al fair play finanziario. I club devono continuare a vivere secondo le loro possibilità”. La filosofia di Michel Platini resta la stessa di quando ha introdotto il nuovo sistema finanziario da seguire per rientrare nei parametri Uefa. Nonostante ciò, il bisogno di aggiornare questo strumento resta primario: “Noi abbiamo seguito un lungo processo di consultazioni che hanno preso in considerazione i punti di vista di tutti i portatori di interesse. Le conclusioni sono che tutti vogliono che il fair play finanziario rimanga. L’obiettivo del Fair Play Finanziario rimane lo stesso, abbiamo solo pensato di passare da un periodo di austerità a uno in cui si possono offrire più occasioni di crescita sostenibile”.

I risultati ottenuti dai club in questi primi tre anni di attuazione del fair play finanziario non possono che rendere soddisfatto Platini: “Il fair play finanziario ha portato un netto miglioramento delle finanze dei club e ha riportato credibilità d’impresa al nostro sport. Quando abbiamo dato il via a questo processo, le perdite finanziare erano a 1,7 miliardi di euro all’anno, ora è nella forchetta tra 400 e 500 milioni di euro. In un breve lasso di tempo, il fair play finanziario sta ottenendo quello che voleva: ripristinare il benessere finanziario del calcio europeo e gettare delle basi finanziare migliori e più solide”. Dati che rassicurano sulla prosecuzione del progetto promosso dalla Uefa: “Il fair play finanziario è qui per restare. Negli ultimi tre anni l’Organo di Controllo Finanziario dei Club ha imparato molto da questo processo, e ora i cambiamenti al regolamento proposti verranno introdotti sui successi già ottenuti per adattarsi a circostanze economiche cambiate e migliorate. L’obiettivo complessivo rimane lo stesso: fornire un ambiente di regole che sostenga i club per la loro crescita sostenibile nel lungo periodo mantenendo la stabilità finanziaria”.

L’obiettivo, ora, diventa quello di adeguare il fair play finanziario a nuovi parametri: “E’ decisamente normale che i regolamenti vengano aggiornati – prosegue Platini -. In effetti non sarebbe normale non cambiarli mai. Aggiornamenti e adattamenti fanno parte del normale ciclo di vita dei regolamenti del calcio europeo. Questi regolamenti hanno preso vita nel 2010 e nel 2012 sono già stati aggiornati. Gli accordi esistenti rimarranno validi. Le restrizioni sportive e i contributi finanziari, dunque, non verranno toccati”. Delle modifiche che potranno entrare in vigore in breve tempo: “Gli aggiornamenti ai regolamenti verranno discussi nelle varie commissioni prima di essere presentati al Comitato Esecutivo Uefa per la ratifica durante la sua prossima riunione che si terrà a Praga il 29 e 30 giugno”.

  • agostino ghiglione |

    Caro Marco,
    leggo che l’ultimo ricorso del Genoa F.C. per la “licenza UEFA” sarà esaminato dal CONI.Mi puoi spiegare come sono divise le varie competenze nei tre livelli di giudizio(due avvenuti il terzo in itinere) perchè io credevo che su tutto vigilasse Nyon cioè la UEFA stessa in quanto titolare del Fair Play finanziario e delle sue applicazioni.Vedi casi Roma e Inter in cui non mi sembra ci sia stato alcun intervento a livello istituzioni nazionali e che la pena sia stata “patteggiata” proprio a Nyon.
    Grazie.

  • FrancoS |

    Purtroppo il FFP non strafacendo che cristallizzare il gotha del calcio europeo. Un vero sistema capace di assicurare stabilità finanziaria e allo stesso democraticità del sistema vorrebbe salary cap europeo, limiti alle rose, eventuale luxury tax, sul modello delle leghe USA. Ma non è lì che si vuole arrivare.

  • agostino ghiglione |

    Bene questa esposizione corretta del Platini pensiero.Però nei giorni scorsi si era letto di allentamenti per “pagamento dei giocatori”(tra i club) e di allentamento nel “pagamento delle retribuzioni” agli stessi giocatori”.Entrambi sarebbero sbagliati.Comunque già l’applicazione della “condizionale” per l’Inter e per la Roma ed altri club mi è sembrata eccessiva.Nel caso dell’Inter,e mi ripeto,che senso ha penalizzarne la rosa a 22 giocatori per la partecipazione alle Coppe Europee del 2015/16 visto che da ieri sera dopo la sconfitta col Genoa a Marassi non la farà.E quindi eluderà questa limitazione.Per l’Inter inizierà una bella verifica per rispettare gli impegni di rientro dai debiti.E potranno essere necessarie rinunce importanti di giocatori sotto contratto.

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