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Lione, sei anni in deficit e fatturato in calo: Aulas spera nel nuovo stadio per cambiare rotta

Sesto anno consecutivo in rosso e un fatturato operativo che torna sotto la soglia dei cento milioni di euro. Il Lione non sta vivendo il periodo finanziariamente più florido della sua storia, stando ai risultati dell’esercizio chiuso al 30 giugno 2015 e resi noti in questi giorni dal club francese. Un volume d’affari che, plusvalenze escluse, ammonta a 96,3 milioni, circa otto milioni in meno rispetto al 2014, quando l’OL sembrava poter registrare un’inversione di tendenza dopo cinque anni in caduta libera con una diminuzione media del fatturato del 6,5% annuo. Le operazioni di mercato hanno portato inoltre 7,2 milioni di euro nelle casse del club di Jean-Michel Aulas, meno della metà di quanto iscritto nel bilancio precedente, dove pesarono le cessioni di Lovren, Lisandro, Martial e Bastos. Il tutto per un valore della produzione complessivo pari a 103,5 milioni di euro, segnando un passo indietro del 14% dall’esercizio chiuso nel 2014.

Tv e botteghino in frenata senza Europa. Esclusi i proventi pubblicitari e da merchandising, tutte le voci legate ai ricavi hanno subito una netta frenata al termine della stagione che ha visto l’Olympique Lyonnais classificarsi al secondo posto in classifica, riprendendosi dal quinto posto dell’anno precedente e ritrovando l’accesso alla fase a gironi della Champions League. Un’assenza, quella dalla massima competizione continentale, che ha pesato sulle casse del Lione per circa 13,7 milioni di euro, come affermato dallo stesso club nella nota integrativa al bilancio 2015. A questo, inoltre, va aggiunta l’ultima disastrosa campagna in Europa League, che ha visto i francesi abbandonare la competizione al turno preliminare, mentre nel 2014 il loro cammino s’è interrotto ai quarti di finale. Il calo più evidente lo si nota alla voce introiti televisivi, passati da 56,2 milioni a 45,8 milioni, una diminuzione del 19% rispetto alla stagione precedente. Con meno partite disputate, inoltre, sono diminuiti anche gli introiti dal botteghino, con la biglietteria che al termine della stagione 2014/15 ha registrato ricavi per 11,1 milioni di euro contro i 13 della stagione passata.

I primi effetti del nuovo stadio. Considerando pressoché stabili i ricavi dal merchandising, passati da 16,2 a 17 milioni di euro nel giro di un anno, spicca la controtendenza degli introiti da pubblicità e partnership. Dai 19 milioni di ricavi dell’esercizio 2014, l’OL passa a 22,4 milioni di euro, un balzo in avanti del 18% dovuto principalmente agli accordi siglati in vista della costruzione del Grand Stade Olympique Lyonnais, l’impianto che a partire dal 2016 ospiterà le gare casalinghe del Lione in sostituzione dell’attuale Stade de Gerland, progettato in vista degli Europei che si terranno in Francia nella prossima estate. Proprio sul nuovo stadio si basano le speranze della dirigenza del Lione in vista di un pronto cambio di marcia, con la ricerca di nuovi partner per la cessione dei naming rights e la possibilità di aumentare i proventi dal ticketing.

Plusvalenze in calo. I movimenti di mercato conclusi nel corso della stagione 2014/15, con cessioni minori e contratti non rinnovati (tra cui quelli di Bafetimbi Gomis e Jimmy Briand) avevano in qualche modo anticipato una sostanziale differenza rispetto all’anno precedente per ciò che riguarda le plusvalenze. Dai 16,1 milioni del 2014 si passa a 7,2 milioni di euro, ma diminuiscono anche gli ammortamenti, già in calo negli anni passati. Dal 2010 a oggi, alla voce ammortamenti si è assistito ad un crollo verticale da 43,3 milioni a 12,2 milioni, quest’ultimo dato in calo di tre milioni rispetto all’esercizio chiuso nel giugno 2014.

Debiti in aumento per i lavori al Grand Stade. Al 30 giugno 2015, il patrimonio netto consolidato è pari a 136,4 milioni di euro, in aumento rispetto ai 108,2 milioni iscritti a bilancio il 30 giugno 2014. Il debito obbligazionario per il Grand Stade aumento a 115,3 milioni, rispetto ai 48,4 milioni dell’esercizio precedente, in relazione all’avanzamento della fase di costruzione e del saldo dell’ultima tranche da dieci milioni il 15 giugno scorso. Gli altri debiti finanziari a breve e medio termine risultano pari a 82,2 milioni di euro, in aumento di 72,5 milioni.

Aulas spera in un nuovo percorso. “Il risultato contabile non è così negativo come nella stagione passata, ma vi è uno sviluppo interessante per ciò che riguarda le spese, i trasferimenti e i lavori per il nuovo stadio”. Jean-Michel Aulas non appare preoccupato per l’ennesimo esercizio chiuso in rosso dall’Olympique Lyonnais, sottolineando anche i possibili risvolti futuri per ciò che concerne le plusvalenze: “Ci toccherà il 20% delle plusvalenze relative all’ammontare del trasferimento di Martial al Manchester United sopra i dieci milioni di euro, e il 20% sui vari bonus”. La vera fonte di sicurezza, però, è il Grand Stade, che da gennaio sarà la nuova casa dell’OL: “Vogliamo e dobbiamo avere fiducia per immaginare che ci saranno dei benefici nei prossimi bilanci grazie ai nostri risultati sportivi, alle plusvalenze e al nuovo stadio, per iniziare così una spirale virtuosa”.