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Il Modena “sfratta” il Carpi dallo stadio Braglia, un pasticcio tra affitti pignorati e debiti insoluti

Il Carpi allontanato oggi dallo stadio Braglia di Modena dove si sarebbe dovuto allenare in vista della sfida di questo weekend contro il Bologna definisce in una nota l’episodio come “un gravissimo ed inaccettabile comportamento posto in essere dal presidente del Modena Antonio Caliendo”. Il Carpi fa sapere di aver stipulato un accordo con il Comune di Modena e il Modena calcio che prevede il pagamento, in favore del club modenese, titolare della gestione dello Stadio Braglia, di 189.100, in 12 rate di pari importo, a partire dal 30 settembre 2015 e fino al 31 agosto 2016. Inoltre il Carpi fa presente che «ad oggi sarebbe, dunque, maturata, in favore del Modena, una sola rata, pari ad euro 15.758,33 Iva compresa, scaduta lo scorso 30 settembre 2015. Tuttavia, il Carpi ha ricevuto, in data 7 settembre 2015, un atto di pignoramento presso terzi, notificato dagli Ufficiali Giudiziari presso il Tribunale di Modena nell’interesse di una fornitrice del Modena F.C. S.r.l., creditrice di quest’ultima società, con cui il Pubblico Ufficiale ha intimato al Carpi F.C. 1909 S.r.l. di non corrispondere, fino a diversa disposizione del Giudice, le somme dovute al Modena, fino alla concorrenza di 26.439,45 euro, con ordine di accantonamento delle stesse a garanzia dell’adempimento del debito del Modena F.C. S.p.a. nei confronti del proprio fornitore».
Quindi il Carpi non può pagare il Modena “in ragione del predetto provvedimento, che determinerebbe, peraltro, in caso di erogazione delle somme alla società modenese, anche responsabilità penali in capo agli amministratori”.
Sempre in base all’accordo quadro stipulato ad inizio stagione, il Carpi ha diritto ad effettuare presso lo Stadio Braglia le sedute pre-partita e il Modena è inibito dall’utilizzo del manto erboso dell’impianto sportivo nei 4 (quattro) giorni antecedenti le gare casalinghe del club. Oggi invece, oltre ad aver inibito l’accesso alla prima squadra del Carpi”il sig.Caliendo avrebbe organizzato sul campo di gioco che sarà utilizzato sabato 24 per la gara Carpi-Bologna l’allenamento della formazione Primavera.
“In ogni caso, non è previsto in alcun modo il diritto, in capo al Modena, di inibire l’accesso allo Stadio ai tesserati del Carpi F.C. 1909. Neppure nell’ipotesi, del tutto astratta e mai verificatisi in concreto, di inadempimento. Compiute tali considerazioni, appare evidente -conclude la nota del Carpi – che l’iniziativa odierna, oltre a risultare gravemente lesiva dei diritti del Carpi F.C. 1909 S.p.a., che saranno tutelati in ogni sede, sportiva, civile e penale, è priva di qualsivoglia logica e fondamento giuridico, forse finalizzata ad altri obiettivi, estranei al rapporto contrattuale in essere, con organizzazione di comportamenti di pessimo gusto e dubbia credibilità, soprattutto laddove ci si spinge ad un impari confronto con chi, da sempre, anche se espressione di una piccola realtà, è puntuale nel rispetto delle proprie obbligazioni e fedele agli impegni assunti nei confronti dei propri tesserati, partner e fornitori”.
Nell’auspicare “un intervento immediato, fermo e risolutivo del Comune di Modena”, il Carpi, cui è stato richiesto un impegno, per disputare le gare presso lo Stadio Braglia “di oltre euro 700.000 per due anni, si riserva di riconsiderare la propria posizione ed il rapporto in essere perché non può essere ostaggio, nel legittimo utilizzo di un bene, di soggetti privi di qualsivoglia spirito collaborativo e, vieppiù, inclini a gettare gratuitamente discredito, senza alcuna valida ragione, su chi ha forse l’unica responsabilità di aver conseguito, con la massima trasparenza e correttezza, risultati sportivi ed aziendali lusinghieri, riconosciuti dal territorio locale nonché in ambito nazionale e internazionale, certamente invidiati da molti”
Non tarda ad arrivare la reazione del Comune di Modena. “Allo stadio Braglia si è svolta un’indecorosa e inspiegabile sceneggiata con Antonio Caliendo come protagonista. Stiamo già valutando gli atti per decidere quali azioni mettere in campo – ha spiegato – l’assessore allo Sport, Giulio Guerzoni -. La città, gli sportivi e i tifosi del Modena non meritano la figuraccia che Caliendo ha fatto fare a tutti noi”. Il Comune, come prassi delle scorse settimane, dopo aver preso atto dei contatti via mail tra le due società aveva dato il nulla osta all’utilizzo dello stadio per la rifinitura che precede la partita con il Bologna. “Caliendo ha cambiato inspiegabilmente posizione – ha aggiunto Guerzoni- contravvenendo in questo modo agli accordi siglati nei mesi scorsi che, a quanto risulta al Comune, il Carpi sta rispettando per quello che riguarda gli aspetti economici. E questo rende ancora più incomprensibile l’atteggiamento del patron”.