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“Panama Papers”: dalle carte dell’inchiesta, dopo Platini, spunta anche il nome del neo presidente della Fifa Infantino

Non c’è pace per Fifa. Nell’inchiesta “Panama Papers” spunta anche il nome del neo presidente della Fifa, Gianni Infantino. A rivelare la notizia sono stati il giornale inglese The Guardian e quello spagnolo Diario Sport.  Infantino, eletto lo scorso 26 febbraio dopo gli scandali che hanno travolto la Fifa di Blatter,  quando era a capo dei servizio legali della Uefa, avrebbe avuto un ruolo in opachi accordi relativi ai diritti tv, con tanto di trasferimento di denaro su società offshore. Infantino ha sempre negato di essere stato coinvolto in simili vicende. Ma i fatti, che si riferiscono al periodo 2003-2006 (alcuni anni prima che Infantino, all’Uefa dal 2000, diventasse segretario generale della federazione calcio europea nel 2009, sotto la presidenza di Michel Platini), sembrano oggi smentirlo. Secondo i Panama Papers – una massa sterminata di documenti segreti trafugati dallo studio panamense d’intermediazione legale e finanziaria Mossack Fonseca e fra quali si sono già trovati invischiati lo stesso Platini, altri vecchi funzionari della piramide calcistica globale e persino Lionel Messi – il suo nome risulterebbe in effetti collegato con una delle società coinvolte nello scandalo. Il Guardian riferisce di alcuni contratti co-firmati da Infantino risalienti al periodo 2003-2006 che legherebbero per la prima volta la Uefa alle aziende coinvolte nello scandalo che portò alle dimissioni di Joseph Blatter. L’Uefa ha sempre respinto l’ipotesi di cattiva condotta da parte di suoi dirigenti ribadendo che i contratti erano tutti alla luce del sole. Da parte sua la Fifa ha sottolineato che Infantino non ha avuto rapporti con nessuno dei funzionari attualmente sotto inchiesta o con le loro società. Queste ultime finora si riteneva svolgessero un ruolo di fiduciarie occulte della Fifa di Sepp Blatter. Ma per il Guardian ci sarebbero diverse evidenze che proverebbero contatti diretti nell’ambito della cessione e di una gestione apparentemente spregiudicata dei diritti televisivi relativi alle trasmissione delle partite delle squadre europee in America Latina. Con la firma, appunto, anche di Gianni Infantino. In discussione erano allora in particolare i diritti riguardanti la Champions League, l’allora Coppa Uefa e la Supercoppa, tutte competizioni targate Uefa. Ad aggiudicarseli fu l’argentina Cross Trading che però subito li ricedette al broadcaster Teleamazonas (sia per il triennio 2003-2006, sia per quello 2006-2009) per una somma fra 3 e 4 volte superiore a quanto pagato in origine. Uno schema sospetto. Cross Trading, come in un gioco di scatole cinesi, è una sussidiaria di un’altra azienda denominata Full Play, di proprietà di Hugo Jinkis, attualmente agli arresti domiciliari, già sotto inchiesta negli Usa per presunti casi di corruzione legati al mondo del calcio in relazioni a sponsorizzazioni e a contratti coi media.