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Leicester, ricavi da record e utile da 18,8 milioni: ma nel 2015 andò meglio…

Anche le favole costano. Il Leicester campione d’Inghilterra, fresco di qualificazione ai quarti di finale di Champions League, ha chiuso l’ultimo esercizio con un utile di 16,4 milioni di sterline (circa 18,8 milioni di euro). Risultato positivo per il club di Vichai Srivaddhanaprabha, ma con un utile in calo rispetto all’esercizio precedente: nella stagione chiusa con una salvezza all’ultima giornata, infatti, il bilancio delle Foxes si chiuse con un utile di 26,4 milioni di sterline. Questo perché, a fronte di un aumento dei ricavi di circa 27,8 milioni di euro, il Leicester ha dovuto fronteggiare un aumento dei costi di 42,6 milioni. Gli stipendi del personale tesserato, in particolare, hanno subito un’impennata da 49,1 milioni di sterline (56,3 milioni di euro) a 68,8 milioni (pari a 78,8 milioni in euro). Tra le cause principali di questo aumento, i rinnovi dei contratti fatti a stagione in corso agli elementi cardine della scalata verso la vetta del calcio inglese.

Le tredici posizioni di differenza in classifica rispetto alla stagione 2014/15 hanno portato ad un prevedibile exploit nei ricavi televisivi. Dai 72,4 milioni di sterline (82,9 milioni di euro) del primo anno in Premier League ai 94,7 milioni (108,5 milioni di euro) dell’ultima stagione, è praticamente qui l’intera differenza tra tutti i ricavi. Altro dato in aumento quello sui ricavi commerciali: da 4,3 milioni di sterline (poco meno di cinque milioni di euro) a 7,2 milioni (circa 8,3 in euro). In leggero calo i proventi da sponsorizzazioni e pubblicità (16,5 milioni di euro, circa ottocento mila euro in meno) e dal botteghino: 13,2 milioni di euro contro i 13,4 milioni di un anno prima, a dispetto di un aumento degli spettatori in campionato da una media di 31.693 paganti e 32.021 a partita.

  • agostino ghiglione |

    Caro Marco,
    per la prima volta le 8 finaliste di EL sono espressione di 8 campionati diversi.Non a caso ci sono Olanda e Belgio due di quelle nazioni che hanno contestato(e a ragione) i criteri della Champions dal 2018 al 2021.Il 50% delle squadre(16 su un totale di 32) arriverà da 4 campionati:Inghilterra,Italia,Germania e Spagna.E se Spagna,Germania,ed Inghilterra ne hanno titoli perchè mai l’Italia potrà iscriverne 4?Tra l’altro riducendo i compensi di chi sino ad oggi c’era andata per meriti.In questo caso vale comunque che “chi è causa del suo mal pianga se stesso”(e mi riferisco alla Juventus).

  • agostino ghiglione |

    Leicester e Monaco hanno consentito di ridistribuire i partecipanti ai quarti di Champions(errata la mia previsioni di ieri in favore del City):5 squadre su 8 appartenenti a Liga(3) e Bundesliga(2) poi una ciascuna per Premier(Leicester),Lega di Serie A (Juventus),Ligue 1 (Monaco).Al Leicester dobbiamo la eliminazione del Siviglia se no la Liga ne avrebbe avuto il 50%.Fondamentale è risultato essere stati primi del girone per giocare il ritorno in casa.
    Sintomatico il caso del” Monaco”(nel 2015 non era nel Top 20 Deloitte) in quanto il Principato di Monaco aveva tutto l’appeal del luogo da decenni(dal Casino,al Circuito automobilistico,dal Festival Mondiale del Circo,dal Museo Oceanografico,alle residenze dei Vip in case da Vip etc).Gli mancava l’impianto sportivo per cui due decenni fa si mise mano all’ennesima costruzione di un edificio multipiano con varie attività ma che all’ultimo piano aveva lo Stadio Louis II per giocare le partite di calcio;capienza 12/15.000 spettatori e sempre con spazi vuoti per le partite non di cartello.Prezzi di ingresso abbordabili.
    Insomma l’esatto contrario di quello che si vuole fare in altre Città in cui lo Stadio nasce solo se ad esso si associano attività commerciali e abitative.
    Detto questo resta il fatto che Leicester,Juventus e Monaco sono rappresentanti di interessi e di valori totalmente diversi dei loro campionati.La Premier vale 4 volte la nostra Serie A e la Ligue 1 è di poco al di sotto di noi ma in crescita. La prova è che lo stesso Monaco contende la vittoria finale nel campionato al PSG con 3 punti vantaggio;cosa impensabile sino all’anno scorso. Comunque la Ligue 1 gode di una situazione degli Stadi nettamente superiore al nostro standard. Effetto anche dei recenti Europei.
    Da noi dopo il caso Crotone si porrà il caso della Spal che è in corsa per la Serie A.
    Inguardabile lo Stadio Paolo Mazza di Ferrara per quanto visto in TV. Che la Spal sia destinata a giocare a Cesena o al Mapei Stadium impianti che hanno la licenza UEFA?
    Sappiamo dal meeting dello scorso anno (vedi blog di Marco del 21/10/16) che saranno sempre più stringenti i rating per le squadre di Calcio per potersi iscrivere ai vari campionati italiani. Il tutto dal 2018 se non ricordo male .E tempo ce n’è poco!

  • agostino ghiglione |

    Caro Marco,
    mi puoi precisare meglio il periodo di bilancio a cui si riferiscono i dati di cui sopra?Bilancio anno solare o bilancio stagionale? Perchè l’aumento dei costi del parco giocatori (Vardy e Mahrez in primis con richieste di altri Club respinte)dovrebbe riverberarsi nell’esercizio in corso in cui peraltro devono essere conteggiati i diritti di partecipazione alla Champions e i matchday di questa competizione.Con un percorso trionfale visto che si è piazzata prima nei gironi ed adesso si è qualificata ai quarti a spese di uno spento Siviglia.E,presumibilmente , sarà la seconda squadra di Premier insieme alla “corazzata” City.E se questo avverrà solo l’Italia rimarrà nei quarti con una sola squadra (3 di Liga 2 di Bundesliga e 2 di Premier)dimostrando che il regalo di aver bypassato il ranking per la Champions dal 2018 è stato sbagliato.Senza se e senza ma.

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