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La Cina riapre le frontiere: dal 2020 sei stranieri per club, ma col tetto salariale

La Cina alleggerisce le restrizioni sul numero di stranieri per le squadre della Chinese Super League, ma per farlo introduce un salary cap. Raddoppia il numero di calciatori tesserabili nati in un’altra nazione (da tre a sei, con un limite di quattro stranieri in campo), però i club dovranno sottostare ad un tetto salariale differenziato tra giocatori locali e giocatori stranieri. Si tratta di una vera e propria riapertura delle frontiere, dopo la decisione del 2017 di vietare alle società di mettere sotto contratto più di tre giocatori nati lontano dalla Cina, di cui al massimo due non asiatici. Prima dei regolamenti introdotti due anni fa, il limite era di cinque stranieri (uno asiatico e quattro extra-continentali) con un’ulteriore restrizione a quattro stranieri in campo. Nel 2012, ma solo per un anno, il limite venne innalzato a sette stranieri per le squadre impegnate in Afc Champions League.

In questo modo, la Cina proverà nuovamente ad attirare grandi nomi a partire dal gennaio 2020. In realtà, i club non potranno puntare su ingaggi astronomici, visto che l’aumento del numero degli stranieri comporterà anche una serie di restrizioni salariali. Nessuno potrà guadagnare più dell’equivalente di tre milioni di euro all’anno, mentre per i giocatori locali, quindi cinesi, il tetto sarà di 10 milioni di yuan, pari a circa 1,2 milioni di euro. Questa cifra potrà essere aumentata al massimo del 20% per coloro che fanno parte della nazionale. In ogni caso l’ammontare complessivo degli stipendi pagati da ogni società non potrà essere superiore al 60% delle entrate complessive.