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Coronavirus, la Federazione cinese si affida a tre epidemiologi

Tre epidemiologi per monitorare la ripresa del campionato cinese. È quanto annunciato dalla Chinese Football Association, che ha messo a libro paga tre esperti per fornire alla federazione la consulenza in merito ai protocolli da seguire per l’inizio della stagione, rinviata a causa della pandemia di Covid-19. Non è ancora prevista una data per il ritorno in campo delle squadre, ma non si dovrebbe andare oltre l’inizio di luglio, dando precedenza al campionato di pallacanestro che riprenderà il 20 giugno. Anche in Cina, dunque, lo sport si avvia ad un graduale ritorno verso la normalità, seppur con le limitazioni che già si stanno vedendo sui campi europei.

La Federcalcio cinese ha nominato l’epidemiologo Zhang Wenhong a capo del pool di esperti antiepidemici dell’associazione. Zhang è già stato responsabile del gruppo di specialisti per il contrasto del coronavirus a Shanghai. Secondo la Chinese Football Association, gli specialisti forniranno suggerimenti in merito a quella che sarà la guida alla prevenzione delle epidemie nelle leghe professionistiche cinesi, un protocollo redatto in preparazione al ritorno in campo dei club calcistici in tutto il Paese. “Il virus è attualmente sotto controllo in Cina – ha dichiarato Zhang – e il contesto generale è sicuro. Insistere sui regolari test per COVID-19 e sul rafforzamento della gestione potrebbe aiutare le leghe a procedere in sicurezza”.

L’emergenza sanitaria, partita proprio dalla Cina, ha avuto già i suoi risvolti economici per il calcio cinese. Il Tianjin Tianhai, da tempo alle prese con problemi finanziari, ha fatto richiesta di bancarotta un mese fa. A gennaio 2019, il presidente Shu Yuhui è stato arrestato per attività di marketing illegale e la crisi emersa negli ultimi mesi ha contribuito ad aggravare la situazione del club, costretto a chiudere i battenti. Per la Chinese Football League si è trattato del primo fallimento societario.