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Ligue 1, Mediapro non paga la rata dei diritti tv e chiede di rinegoziare il contratto

Ancora problemi in Ligue 1 per quanto riguarda i proventi televisivi. Mediapro, la compagnia spagnola che ha acquisito i diritti per le stagioni che vanno dal 2020/21 al 2023/24 (insieme a beIN Sports), vuole rinegoziare i termini del contratto siglato con la Lfp. Stando a quanto confermato dalla stessa lega calcistica francese, Mediapro ha chiesto lo scorso 24 settembre un rinvio del pagamento della rata prevista per il 5 ottobre. La quota che la società avrebbe dovuto pagare alla Lfp si aggirerebbe sui 172 milioni di euro e la motivazione per cui è stato chiesto di posticipare il pagamento è la crisi causata dalla pandemia di Covid-19.

«La Lfp ha notificato per posta che si rifiuta di accordare un rinvio del pagamento a Mediapro», si legge in un comunicato diffuso dalla lega, che conferma dunque la richiesta presentata dagli spagnoli in merito al saldo relativo alla cessione dei diritti televisivi. «La priorità della Lfp – prosegue la nota – è adesso quella di essere in grado di assicurare i pagamenti entro la data del 17 ottobre 2020». Mediapro ha effettuato il primo pagamento nel mese di agosto, mentre quello atteso nella prima settimana di ottobre riguardava la seconda rata per la stagione 2020/21.

In totale, Mediapro ha garantito circa 800 milioni annui alla Lfp per trasmettere le partite della Ligue 1 e della Ligue 2. La stessa compagnia, inoltre, si è assicurata in Francia i diritti televisivi per l’Europa League e per l’Europa Conference League dal 2021 al 2024. In merito al campionato francese di prima e seconda divisione, considerando anche i pacchetti ceduti a beIN Sports, la Lfp è riuscita ad aumentare i proventi del 59,7% rispetto al precedente periodo, con ricavi annui per 1,153 miliardi a stagione (circa 4,6 miliardi per il quadriennio). Mediapro, però, adesso vuole rinegoziare l’accordo.

Intanto, gli spagnoli hanno chiesto di posticipare il pagamento della seconda rata e per la Lfp non è il primo caso del genere da quando è iniziata la pandemia. Canal+, detentrice dei diritti fino allo scorso campionato, non ha infatti saldato la propria rata da 110 milioni di euro entro la scadenza fissata al 5 aprile, adducendo come causa l’emergenza sanitaria. Stessa cosa con beIN Sports, la cui rata si aggirava sui 42 milioni di euro. Le parti in causa, alla fine, hanno trovato un accordo prima che la Lfp propendesse per la sospensione dei campionati professionistici, con un netto taglio sulla cifra attesa da Canal+ (da 110 a 37 milioni di euro).