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Diritti tv, Cairo: “Fondi decisivi, il calcio italiano ha bisogno di nuovi capitali”

Una prospettiva da 1,6 miliardi per ridare linfa al calcio italiano. Urbano Cairo, presidente di Rcs e del Torino, nel corso del suo intervento la Festival dello Sport tenutosi al Teatro Piccolo di Milano, si è espresso riguardo alle offerte vincolanti presentate da fondi di investimento esteri per la media company sulla cui creazione la Lega Serie A ha votato a favore: “I fondi sono disposti a versare nelle casse di questa nuova società, che verrà costituita per amministrare i diritti televisivi, valori molto importanti: oltre 1,6 miliardi di euro che verranno poi divisi, non so come, tra le varie squadre. Il calcio italiano oggi è molto indebitato e ha bisogno dell’immissione di capitale nuovo e, soprattutto, ha bisogno di sviluppare in maniera strategica il valore dei diritti tv per crescere. Dobbiamo accogliere in maniera favorevole l’avvento di un fondo di private equity, poi vedremo tra le due proposte chi vincerà”.

Il prossimo 13 ottobre l’assemblea di lega esaminerà le offerte che verranno presentate dai fondi interessati. I gruppi in corsa sono due. Da un lato, il trio composto dal fondo britannico Cvc, dagli americani di Advent e dagli italiani di Fsi. Dall’altro lato, l’accoppiata Bain Capital-Nb Reinassance. Entrambe le contendenti, inoltre, nella loro offerta prevedono un meccanismo di minimi garantiti per ricavi pari a 1,5 miliardi di euro annui, pur proponendo modalità diverse. Allo stato attuale, la Lega Serie A prende meno di un miliardo dai diritti televisivi “domestici”, a cui aggiungere i circa 370 milioni di diritti televisivi esteri. Liga, Bundesliga e Ligue 1, per i diritti ceduti alle emittenti nazionali, ottengono dagli 1,14 agli 1,17 miliardi di euro, mentre la Premier League resta a distanza di sicurezza, con oltre 2,7 miliardi suddivisi tra i club nella stagione 2018/19.

“Siamo i proprietari delle squadre – prosegue Cairo nel suo intervento – ma la managerialità deve essere messa in campo da chi lo sa fare, in Serie A c’è troppa litigiosità. Queste risorse in più serviranno per fare gli stadi, investire sui vivai e le strutture”. In attesa di valutare le offerte per la newco che gestirà i diritti televisivi della Serie A, non è da escludere la partecipazione di nuovi player alla prossima asta, come già avvenuto in Premier League con l’ingresso di Amazon: “Certamente ci sarà un coinvolgimento di queste piattaforme tecnologiche – conclude Cairo – perché hanno una marea di abbonati e possono offrire della cifre importanti. Dobbiamo essere aperti a tutti. Sky è un player importantissimo in Italia, ma potrebbe succedere che ci siano altri soggetti che si candidano ad avere una fetta del calcio”.