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Pirateria, Premier League e Liga ottengono la chiusura dell’app Mobdro

La Premier League e la Liga hanno ottenuto la chiusura di Mobdro, la più grande piattaforma illegale di streaming al mondo. La lega inglese e quella spagnola, già nel 2018, avevano iniziato la loro battaglia contro l’app che fino agli inizi di quest’anno ha trasmesso abusivamente le partite dei principali campionati di calcio. Le denunce alla polizia spagnola hanno portato all’identificazione dei server in Repubblica Ceca e di diverse piattaforme ad essi collegati tra Spagna e Portogallo. Gli investigatori stimano un giro d’affari da oltre 5 milioni di euro per l’applicazione, scaricata da più di 100 milioni di utenti tramite vari siti web.

L’operazione, condotta dall’Europol, ha portato alla perquisizione di tre abitazioni (due in Spagna e una ad Andorra), quattro ordinanze di chiusura dei domini web più altri venti tra domini e server bloccati, quattro arresti (tre in Spagna e uno ad Andorra), un server rimosso in Portogallo e un altro sotto investigazione in Repubblica Ceca. A seguito di ciò, la polizia europea ha provveduto a bloccare i conti bancari dei soggetti coinvolti. La app Mobdro, oltre a trasmettere le partite senza averne i diritti, ha reso disponibili diversi cataloghi di contenuti televisivi da ogni angolo del mondo, inclusi podcast, serie tv, film e canali per adulti, trasmessi 24 ore su 24.

“L’attività criminale di Mobdro è stata un furto di lunga durata e su larga scala”, ha dichiarato Kevin Plumb, direttore dei servizi legali della Premier League. “Questi raid – prosegue – mostrano quanto noi e i nostri colleghi di Alliance for Creativity and Entertainment siamo impegnati ad agire contro la pirateria, indipendentemente dal luogo. La protezione del nostro copyright è estremamente importante per la Premier League e i nostri partner, così come per la salute futura del calcio inglese”.

La Liga, già lo scorso giugno, era riuscita a far valere le proprie ragioni su un altro caso di pirateria, stavolta relativo a tre domini russi, condannati dalla Corte di Mosca. In precedenza, erano state condotte campagne di successo contro operatori abusivi in Brasile, Messico, Perù, Danimarca, Senegal e Indonesia, in collaborazione con la Pro League belga e con Dorna Sports, società che gestisce il Motomondiale.