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Lo Spezia torna al “Picco”: ultimata la prima fase dell’opera da 15 milioni

Dopo aver giocato le prime due gare di campionato in trasferta, contro Cagliari e Lazio, lo Spezia si prepara a fare il proprio esordio stagionale allo stadio “Alberto Picco”. Il club ligure è riuscito ad ottenere in extremis il via libera da parte della Lega per poter giocare nella propria casa, adeguata alle normative previste per giocare in Serie A, dopo aver disputato lo scorso campionato usufruendo della deroga prevista per i club neopromossi. Un lavoro svolto a tempo di record, almeno per quanto riguarda la prima fase. L’intera opera avrà un costo complessivo di 15 milioni, stanziati dalla famiglia Platek, che ha rilevato le quote della società meno di un anno fa. Intanto, gli aquilotti si sono assicurati la possibilità di giocare nel proprio stadio sin dall’inizio di questo campionato, senza dover andare altrove per le partite interne.

La Lega Serie A, a seguito dell’accoglimento da parte della Commissione Criteri Infrastrutturali e Sportivi-Organizzativi della Figc dell’istanza presentata dallo Spezia per l’utilizzo dello stadio “Alberto Picco”, ha comunicato giovedì scorso l’accoglimento della richiesta del club spezzino, autorizzando così l’apertura dell’impianto cittadino per ospitare le gare interne della squadra allenata da Thiago Motta. Inizialmente, come pubblicato nel comunicato ufficiale n. 25 dello scorso 19 agosto, l’impianto scelto dallo Spezia era il “Dino Manuzzi” di Cesena, dove i bianchi hanno disputato le prime cinque partite casalinghe dello scorso campionato, quando il “Picco” non era ancora stato adeguato ai fini dell’ottenimento della deroga.

Stando a quanto previsto dai criteri infrastrutturali, “la capienza minima dello stadio deve essere di 16.000 posti, salvo deroghe, anche condizionate, concesse dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A per gli stadi rientranti nelle disposizioni contenute nella Legge n. 210 del 17 ottobre 2005 di conversione del decreto legge n. 162 del 17 agosto 2005”. Stando alla suddetta legge, gli impianti con una capienza pari a 10 mila posti numeri possono essere utilizzati da club di Serie A a condizione che “si tratti di impianti costruiti nel territorio di comuni aventi una popolazione inferiore a 100 mila abitanti e la competizione riguardi una squadra calcistica, avente sede o radicamento territoriale nel medesimo comune, promossa al predetto campionato per la prima volta negli ultimi venti anni”. Condizioni in cui lo Spezia rientrava lo scorso anno, ma non in questa stagione, essendo già al secondo campionato consecutivo in massima serie.

Il progetto di ristrutturazione, affidato alla società Gau Arena dell’architetto Gino Zavanella, verrà completato in tre anni e i lavori verrano svolti in sinergia con il comune e le autorità locali, essendo l’impianto di proprietà comunale. Il budget previsto per l’intera operazione è di 15 milioni di euro, intanto sono state rimodernate le gradinate e la curva Piscina, che potrà ospitare 3176 persone divise in due settori, circa 1200 dei quali previsti per gli spettatori ospiti. Oggi pomeriggio, in occasione di Spezia-Udinese, la Serie A darà il benvenuto al nuovo “Picco”, in attesa di vedere completati i lavori per il totale rimodernamento dell’impianto.