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La Juventus si allea con Beni Stabili per lo sviluppo della Continassa e punta a nuovi ricavi

La Juventus non è distratta dal calciomercato, evidentemente. E dopo aver messo a segno il colpo Osvaldo (un colpo finanziariamente ben assestato, con un impegno a riscattare l'attaccante italo-argentino a circa 20 milioni che scatterà solo a giugno e solo se avrà convinto) fa passi in avanti anche nella realizzazione del Progetto Continassa. Il club bianconero è entrato in possesso ufficialmente dell'area lo scorso 12 settembre e ha appena affidato in esclusiva a BSG, Beni Stabili Gestioni, società di gestione del risparmio, l'incarico per la costituzione di un Fondo comune di investimento immobiliare, finalizzato allo sviluppo del progetto.
Beni Stabili Gestioni Sgr nei prossimi mesi si adopererà per reperire le risorse finanziarie necessarie al Fondo, sia mediante ricorso ad equity proveniente da investitori terzi, sia mediante ricorso ad indebitamento finanziario.



Dopo che, il 22 dicembre 2012 il Consiglio Comunale di Torino aveva accolto la proposta di riqualificazione dell'area della Continassa, la Juventus ne aveva acquisito il diritto di superficie per 99 anni lo scorso 14 giugno con la firma del Contratto Definitivo di acquisizione dalla Città di Torino. L'area, adiacente allo Juventus Stadium, sarà quindi conferita e/o ceduta al fondo. Juventus e Beni Stabili Gestioni Sgr collaboreranno al completamento dell’iter amministrativo in corso, che entro il mese di marzo prevede la sottoscrizione del Pec e della relativa convenzione con la Città di Torino, l’individuazione dei progettisti e delle imprese di costruzione a cui sarà affidata la realizzazione, nonché degli utilizzatori finali delle opere.
Sull'area saranno sviluppati, con traguardo 2017, i quattro campi e le strutture del nuovo Juventus Training Center, un’area commerciale da 11mila metri quadrati, un hotel e una zona residenziale da 7mila metri quadrati.
"Siamo partiti due anni fa, quando abbiamo avviato le trattative con il Comune di Torino", ha spiegato il ceo della Juve Aldo Mazzia al Sole 24 Ore. L’operazione ruota intorno agli 11,7 milioni versati alla Città (saldati a fine 2013) per i diritti di superficie sull’area, al centro di una variante al piano regolatore approvata dal Consiglio comunale a fine 2012.
A consuntivo, gli investimenti sull’area si aggireranno intorno ai 340 milioni. Poco meno della metà sono stati spesi dal club per lo stadio, altri 90 da Nordiconad per il centro commerciale, poi ci sono i 100 del nuovo lotto, in parte coperti direttamente dall’equity del fondo e in parte a debito.
"Noi conferiremo i diritti, e in cambio riceveremo una quota del fondo", ha precisato ancora Mazzia. Il resto, invece, sarà collocato da Beni Stabili Sgr, già proprietaria della sede attuale della Juventus, che intanto recluterà il general contractor e individuerà i partner per i diversi segmenti dell’operazione. La Juventus avrà il 20/25% del fondo, sarà affittuaria del centro allenamenti, della sede e di parte della zona residenziale, ma "figurerà anche tra i soci della società che gestirà l’hotel e il centro commerciale, un concept store pensato per i bambini e i ragazzi". Una "diversificazione dei ricavi" non solo possibile alla luce del fair play finanziario, visto che le strutture non sportive sono adiacenti al complesso sportivo e della sede alla prima squadra (le giovanili dovrebbero restare a Vinovo), ma oggi indispensabile. Lo Juventus stadium, che nella scorsa stagione ha registrato incassi per 37,8 milioni, "dimostra che la diversificazione è fondamentale per la nostra sostenibilità finanziaria, e ora il nuovo progetto ci consente di accelerare in questa direzione", ha concluso Mazzia.

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  • Umberto Generosi |

    Ritengo che la gestione della Juventus negli ultimi anni (dopo il processo denominato Calciopoli)sia stata accorta e giusta e abbia posto le basi per un prossimo sviluppo,come avvenuto negli ultimi anni per le maggiori società in Spagna, Inghilterra e Germania.
    L’idea di uno stadio di proprietà è stata la prima ad essere realizzata in Italia tra i club professionistici e ora ci pensano in tanti.
    La dimensione, per numero di spettatori, dello stadio è proporzionata a quella della città e a una tifoseria sparsa in un territorio molto vasto.
    Le iniziative di sviluppo commerciale, legate al marchio e all’area vicina allo stadio, sono azzeccate e porteranno risultati economici.
    Per avvicinarsi ai livelli delle grandi società europee ocorrerà uno sviluppo dell’immagine e del mercato in ambito internazionale e gli strumenti in mano sono quelli idonei.
    Una grande operazione per creare “simpatia” è necessaria da parte di tutto l’organico della Juventus perché in ambito internazionale l’immagine, oltre che vincente, deve suscitare ammirazione ed essere gradevole.

  • Giacomo |

    Lo stadio non è grande è assolutamente vero: infatti lo si riempie quasi praticamente con i soli abbonamenti e trovare posto per le partite per i non abbonati è davvero difficile (provato sul campo).
    Però bisogna pensare anche a quando è stato fatto: dopo la retrocessione in Serie B che ha “distrutto” i conti e che non permetteva investimenti folli (se si voleva investire anche nella parte sportiva).
    Questo è il motivo (tra serie B, cambio di modalità di distribuzione dei diritti TV e vari anni di mancata Champion’s league) per cui i conti della Juve non sono cresciuti (oltre al fatto che tutto il sistema calcio Italia li ha visti calare contro l’ascesa di Inghilterra, Germania e le 2 Big di Spagna)
    Tra qualche anno il progetto stadio potrà essere ripensato (nelle dimensioni), ma già così ha portato guadagni sensibilmente superiori a quelli dell’Olimpico (o al vecchio Delle Alpi) e soprattutto è parte del progetto immobiliare: Stadio + museo + area commerciale adiacente + (ora) nuova area Continassa)
    Quando si porta avanti un progetto è bene non fare il passo più lungo della gamba. E se costruire uno stadio (quando è stato fatto) con anche 10.000 posti in più avesse comportato quasi il doppio della spesa, il passo sarebbe stato davvero troppo lungo (vi ricordate il clima anche dei tifosi della Juve prima dell’arrivo di Conte alla Juve?)
    Secondo me il passo è quello giusto. E poi va incrementata la parte commerciale, dove in Italia il Milan è nettamente avanti, pur essendo indietro rispetto agli altri stati BIG in Europa

  • agostino ghiglione |

    @luca;Piero
    Alla latina:”Parva sed apta mihi”.E diamogli un taglio alla questione.

  • agostino ghiglione |

    Io penso invece all’albergo che nella zona in cui si trova dovrà essere “un Grande Albergo” e non un “Albergo Grande”.
    Insomma 70/80 camere con convenzioni per golfisti visti i due campi in vicinanza( si fa per dire)che sono alla Mandria il più grande Parco tutto recintato con mura d’Europa.

  • Ciccio |

    Voglio vedere chi gli da i soldi per sviluppare un centro commerciale x ragazzi e per abitare vicino ad uno stadio. Sopratutto visto che la juve magicamente a realizzato una plusvalenza fittizia bah

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