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Diritti tv: la Serie A spera nel risiko multimediale tra i grandi operatori per aumentare gli incassi di almeno un 10%

La serie A per il triennio 2015/18 si vedrà sulla piattaforma satellitare, sul digitale terrestre e su Internet, con diverse tipologie di esclusiva. Il 16 maggio, se arriverà l’ok dell’Antitrust che ha chiesto chiarimenti ulteriori sulla configurazione della proposta curata dall’advisor Infront Italy, si terrà l’assemblea di Lega chiamata a ratificare i pacchetti che dovranno garantire entrate per circa un miliardo a stagione. Per ricevere le offerte degli operatori tv ci saranno una decina di giorni. Quindi tra la fine di maggio e l’inizio di giugno si dovrebbe conoscere chi e come trasmetterà i match del massimo campionato tricolore. La novità del prossimo triennio sarà una più netta diversificazione dei pacchetti che conterranno esclusive più marcate. Finora Sky ha trasmesso tutte le partite e Mediaset quelle dei 12 club (pagando rispettivamente 561 e 268 milioni). Le 56 partite in esclusiva per Sky sono le meno seguite in termini di audience. Per questo nei prossimi pacchetti saranno distribuiti in maniera tale che alcune squadre di maggiore appeal (su tutte Juventus, Milan e Inter) si potranno vedere solo su una piattaforma (ci si dovrebbe orientare per un pacchetto principale con una decina di club grandi e medi). Quella “internet” poi diventerà una piattaforma seriamente alternativa (oggi Vodafone e Tim pagano 4 milioni per trasmettere le partite solo su dispositivi mobile) alle due tradizionali (satellite e digitale). In questo modo si spera di recuperare i trasfughi della pay-tv (circa 350mila ex abbonati di Sky e Mediaset premium che hanno rispettivamente 3,9 e 1,9 milioni di utenti) e di allargare il pubblico della serie A.
Intanto, a livello globale continuano le mosse dei colossi del settore in un risiko che avrà la prossima “battaglia” in Italia sul fronte dei diritti tv del calcio. Murdoch attraverso Sky e Fox controlla i diritti tv principali della Premier e della Bundesliga (dopo sanguinose contese con British Telecom e Deutsche Telekom che hanno provocato aumenti del 70 e del 50% rispetto ai precendenti contratti con la gioia dei club). Di recente, Sky Italia ha siglato un accordo con Telecom (controllata da Telefonica) per trasmettere su dispositivi mobile i propri contenuti. La stessa Telefonica che ha “sparigliato” le carte in Spagna avviando le procedure per rilevare per 725 milioni il 56% di Digital Plus da sommare al 22% già di sua proprietà (la tv digitale terrestre spagnola) dal Prisa, prendendo in contropiede l’altro azionista Mediaset Espagna che detiene l’altro 22%. Proprio Digital Plus doveva rendere più appetibile la newco in cui Mediaset intende far confluire le quote delle sue tv digitali, l’italiana (Mediaset Premium) e la spagnola. In quest’ottica Canal Plus (Vivendi) e Al Jazeera (Qatar) stavano valutando l’alleanza con il Biscione . Le ultime mosse sembrano profilare due grandi schieramenti multimediali: da un parte Sky-Fox e Telefonica; dall’altra Mediaset, Vivendi e Al Jazeera che dopo aver trovato un tacito accordo in Francia (con un incremento dei ricavi tv per i club francensi di oltre il 20%) ambiscono ad entrare nel mercato italiano e in quello iberico. Per la Serie A anche la prospettiva di un rialzo del 10% rispetto alle ultime stagioni (pari a un centinaio di milioni di euro) sarebbe allettante visto che finora ci si accontentava di mantenere il livello degli attuali introiti televisivi.

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  • agostino ghiglione |

    Mi auguro solo di non dover dividere gli abbonamenti per vedere il calcio nazionale(brutto) da quello estero(appassionante).Nel caso ciò avvenisse dovrei rinunciare a quello nazionale.Inoltre invece di pensare di lucrare un 10% perchè non chiedere la riduzione a 18 squadre della nostra Serie A?

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