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Il Bologna torna nell’orbita della cordata nordamericana. Possibile closing il 15 ottobre

Il Bologna calcio più vicino alla proprietà americana. Nella notte, come scrivono i giornali locali, il consiglio d’amministrazione della società ha infatti deciso di accettare l’offerta arrivata dalla cordata americana guidata dall’avvocato Joe Tacopina, voltando le spalle, così, a quella che aveva avanzato Massimo Zanetti, patron della Segafredo, già socio di minoranza della società. La cordata statunitense si sarebbe impegnata a sottoscrivere l’aumento di capitale, acquistare le azioni della società controllante e liquidare i soci. Oltre a questo è previsto un piano di rilancio della società.
“Il nostro gruppo è stato entusiasta nell’apprendere ieri sera la decisione del Consiglio di amministrazione del Bologna Fc ieri di accettare la nostra offerta per l’acquisto della società. Siamo onorati di diventare i prossimi proprietari di questo storico club”, ha detto, in una nota, Joe Tacopina, l’avvocato americano che guida la cordata che ha presentato un’offerta per l’acquisto della società. “Vogliamo esprimere la nostra enorme gratitudine – ha detto Tacopina – ai rappresentanti del Comune, tra cui il sindaco Merola e l’Assessore allo Sport Rizzo Nervo e agli incredibili tifosi del Bologna, che ci hanno dimostrato grande sostegno durante l’intera trattativa. Continueremo a lavorare con il cda e i rappresentanti del club per chiudere ufficialmente questa operazione mercoledì 15 ottobre data in cui forniremo ulteriori aggiornamenti riguardanti l’intera transizione”.
Dunque con il sì dei tre soci di minoranza, gli imprenditori Rimondi, Romani e Calzolari, l’astensione dell’attuale presidente Guaraldi e dell’avvocato Serafini, oltre all’assenza del presidente onorario Gianni Morandi, la nuova proposta di 6 milioni e 300mila euro messa sul piatto da Tacopina è stata ufficialmente accettata dalla società rossoblù. Ricacciato nell’angolo, invece, quello che era parso il nuovo corso del Bologna calcio: la ricapitalizzazione offerta dell’altro socio di minoranza, Massimo Zanetti, che non più di dieci giorni fa aveva frenato gli entusiasmi a stelle e strisce, promettendo al cda 6 milioni di euro dal suo fondo personale e altri 6-7 entro Natale. Sabato scorso allo stadio di Vicenza, dove Zanetti aveva fatto il suo ingresso in tribuna come presidente in pectore del Bologna. Ma Tacopina, insieme a Joey Saputo, patron canadese dei Montreal Impact dell’ex bomber rossoblù Marco Di Vaio, ha rilanciato andando prima di tutto a solleticare la liquidazione dei piccoli soci in cda e fornendo una garanzia di copertura materiale per i 4 milioni di euro che serviranno per estinguere il duplice mutuo che grava sull’hotel di Carloforte in Sardegna, lasciato da un altro imprenditore fantasma, il sardo Porcedda, che nell’autunno 2010 rimase per 4 mesi proprietario del Bologna.
Con Tacopina e Saputo, nel fondo d’investimento gestito da una banca d’affari di Los Angeles, pare esserci anche una quota proveniente dalla proprietà dei Los Angeles Dodgers. Nel piano americano presentato quindici giorni fa a sindaco e curia di Bologna, sul piatto ci sono 60 milioni di euro per il restyling dello stadio e dell’area circostante, come circa altri 40 per ricostruire la squadra.

  • agostino ghiglione |

    Forse per avere il lasciapassare di Papa Francesco noto tifoso di calcio del San Lorenzo che ha i colori rossoblu!
    Comunque 6,3 mio versati da Tacopina mi sembrano pochi a meno di non conoscere i debiti che la nuova proprietà si assume e non solo per la liquidazione dei piccoli soci o la cancellazione della ipoteca sull’hotel Carloforte.In estate il Bari è passato di mano(a chi non si sa ancora) per 4,8 mio.Ma lì debiti non ce ne erano più perchè il Bari Calcio era fallito.

  • Marco Bombardieri |

    Buongiorno, perchè il progetto è stata presentato anche alla curia???

    Cordiali saluti.

    Marco Bombardieri

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