Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Serie A sempre più made in Usa: Krause Group rileva il 90% del Parma

Gli Usa piantano la loro quarta bandierina nella Serie A e lo fanno a Parma, dove è sbarcato Kyle Krause. Dopo Roma (Pallotta prima e Friedkin poi) e Fiorentina (Commisso), gli americani sbarcano in Emilia, dove già in precedenza è arrivato il canadese Saputo al comando del Bologna. In più, il Milan del fondo Elliott, che ha base a New York, ma raccoglie investimenti a livello globale. A loro, da adesso, si aggiunge il Parma, il quinto club di Serie A in mani americane. Un quarto dei club di massima serie ha attratto acquirenti dal Nord America, senza tralasciare altre società in categorie inferiori, come il Venezia in Serie B.

Il Parma, nato dalle ceneri della società fallita nel 2015, passa dopo cinque anni in altre mani. Nuovo Inizio, la holding composta dagli imprenditori parmigiani Guido Barilla, Giampaolo Dallara, Mauro Del Rio, Marco Ferrari, Angelo Gandolfi, Giacomo Malmesi, Paolo e Pietro Pizzarotti, hanno ceduto la quota di controllo a Krause Group. Gli americani detengono così il 90% del club, mentre a Nuovo Inizio resta il 9%, con l’1% in mano a Parma Partecipazioni Calcistiche, la società che riunisce l’azionariato diffuso dei tifosi. Krause Group ha inoltre rilevato il 99% delle quote di Progetto Stadio Parma, la società veicolo creata per la gestione del progetto di ristrutturazione dello Stadio Tardini.

“L’acquisizione del Parma Calcio è la realizzazione di un sogno che avevo da tempo – ha dichiarato Kyle Krause, Presidente e Ceo di Krause Group – io e tutta la mia famiglia condividiamo un’enorme passione da generazioni per il calcio e per l’Italia, la terra dei nostri avi. Il Parma ha dimostrato in questi anni uno spirito da vero combattente, con la rinascita dalla Serie D che è stata una vera testimonianza di tenacia e determinazione. Una storia che mi ha affascinato. Come futuro presidente, prometto il massimo impegno per questo club. Sarò onorato di rappresentare questi colori gloriosi e di poter ricoprire un ruolo nella storia centenaria di questa società. Darò il massimo per fare crescere il nostro sport, la nostra squadra e il numero dei nostri sostenitori a Parma, in Italia e nel mondo intero”.

La cessione del Parma a Krause pone fine alle trattative messe in piedi negli anni passati dalla proprietà del club emiliano. Dal matrimonio finito male con i cinesi di Link International fino all’affare mai concluso con i qatarioti del gruppo Al Mana. Alla fine, l’ha spuntata Krause, che negli Stati Uniti gestisce una catena di negozi (Kum&Go) e si occupa di affari legati sia all’agricoltura che al food&beverage, con due aziende vinicole: Vietti ed Enrico Serafino.

  • agostino ghiglione |

    Caro Marco,
    ci sarà un motivo per cui passano a gruppi stranieri soltanto Club unici di Città italiane importanti nell’ordine Firenze,Bologna,Venezia, e adesso Parma.Tra l’altro tutti Club che hanno fatto conti col passato senza FFP andando al fallimento consentendo così una ripartenza senza debiti.Il motivo ed i fatti me lo confermano è la presenza di uno Stadio per una sola squadra e quindi facile da trasformare in Stadio di proprietà.Anche la A.S. Roma era appetibile perchè ha pendente col Comune una pratica ben avviata per la costruzione dello Stadio che a detta della Sindaca Raggi vedrà la luce finale dell’iter burocratico a dicembre del 2020.Milan e Inter sono nella situazione che conosciamo e che vorrebbero proseguire rimanendo uniti anche in un nuovo Stadio di proprietà.Cosa che personalmente giudico assurda.Genoa e Sampdoria che più volte sono state messe sul mercato hanno la palla al piede di un solo Stadio in cui giocare e difficoltà logistiche di poterne costruire uno nuovo.L’unico Club esente da tutte queste problematiche è il Napoli ma non si capisce come il Comune non acceleri la dismissione del San Paolo per dare casa definitiva al Club di ADL .Cagliari,Udinese Sassuolo e Frosinone sono ulteriori esempi di unità tra squadra di calcio cittadina e Stadio.Il Torino gode invece il vantaggio di giocare da solo all’Olimpico di Torino avendo la Juventus sfruttato a suo vantaggio la demolizione del Delle Alpi costruito per Italia ’90.

  Post Precedente
Post Successivo