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Spagna, sì alla riapertura degli stadi: la Liga ritrova il pubblico

La Liga tornerà ad avere i tifosi sugli spalti. Il governo spagnolo ha deciso di riaprire gli impianti sportivi al pubblico in vista della prossima stagione, eliminando così le restrizioni che hanno di fatto tenuto gli spettatori fuori dagli stadi. Non un rientro graduale, come visto all’Europeo (dove la Spagna ha come sede lo stadio de la Cartuja di Siviglia), ma una riapertura totale, anche se a discrezione delle comunità autonome. Il governo ha infatti abrogato l’articolo 15.2 della Ley de Nueva Normalidad, approvata a seguito dell’emergenza sanitaria per la pandemia di Covid-19. Non è però specificato se la riapertura sarà al 100% o meno, ma chi ha diritto di decidere in materia è ogni singola comunità autonoma. Di certo, i tifosi spagnoli potranno tornare allo stadio, come fatto già in parte per le partite della nazionale spagnola all’Europeo attualmente in corso.

“Si torna alla normalità per quanto riguarda l’afflusso di pubblico negli stadi”, ha dichiarato Carolina Darias, ministra della salute, al termine del consiglio dei ministri. Una decisione presa in concomitanza con quella di togliere l’obbligo di utilizzo delle mascherine all’aperto, dunque anche negli stadi, a patto di rispettare le distanze di almeno 1,5 metri: “Se andiamo in giro nei dintorni – prosegue Darias – non è obbligatoria, ma se andiamo a prendere i mezzi pubblici, allora sì. Sarà comodo portarla sempre con sé per rispettare ciò che prevede questa modifica”. Andrà ancora utilizzata nei palasport, per i quali è stato comunque rimosso ogni tipo di restrizione relativamente alla presenza di pubblico, ma come per gli impianti all’aperto, l’affluenza verrà stabilita dalle comunità autonome di competenza.

L’ultima stagione della Liga si è svolta pressoché interamente a porte chiuse, tranne nelle ultime partite casalinghe di Celta Vigo, Elche, Valencia e Villarreal, che in totale hanno portato allo stadio 12.745 spettatori. Cifre che rasentano lo zero, in sostanza, per quanto riguarda gli introiti da botteghino per tutti i 20 club della massima serie spagnola. Il Real Madrid, che nel frattempo sta portando avanti i lavori di ristrutturazione del Bernabeu, ha deciso infatti di giocare le gare interne nel campo di allenamento di Valdebebas. I neo campioni di Spagna dell’Atletico Madrid, invece, non hanno mai avuto la spinta del proprio pubblico in campionato, vincendo il titolo senza poter contare sui propri tifosi.

Proprio a causa del Covid-19 e delle misure restrittive adottate per contenere il contagio, la Liga stima oltre 700 milioni di perdite per la stagione 2020/21. Nei giorni scorsi è stato approvato il bilancio 2020 con oltre 5 miliardi di euro di ricavi, ma è chiaro che l’effetto della pandemia verrà avvertito maggiormente nei conti relativi alla stagione appena conclusa. Un impatto che PwC ha stimato in 852 milioni di euro, per quanto i club godano di un’ottima situazione finanziaria, con un patrimonio netto di 1,767 miliardi di euro e riserve di liquidità ai massimi storici (789 milioni di euro, contro i 564 milioni della stagione 2018/19).